TENDE ROSSE PER I DIRITTI E CONTRO LO SFRUTTAMENTO

La Flai Cgil è tornata in piazza con le “tende rosse” e ieri era presente in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, oltre che in altre città italiane, per sostenere la campagna su referendum e carta dei diritti oltre che puntare il dito sulle condizioni specifiche dei lavoratori dell’agroindustria, in particolare sui fenomeni del caporalato e dello sfruttamento nei campi.

“Nel dar vita a questo presidio – ha detto Cristian Tomasello, segretario generale della Flai Cgil di Rovigo – oltre alla mobilitazione generale sui diritti nel lavoro, abbiamo inteso riprendere l’iniziativa più specificamente rivolta al mondo agricolo “#cimettiamoletende”, che abbiamo voluto rilanciare in vista della stagione estiva”.

In Polesine sono occupati nel settore primario circa 9.700 lavoratori di cui il 22% stranieri. Più del 60% dei controlli effettuati hanno fatto emergere delle irregolarità. Se un punto positivo è rappresentato dalla nuova legge sul caporalato approvata lo scorso ottobre, vi è tuttavia molto lavoro ancora da fare e devono essere attivate le commissioni locali.
La piaga del caporalato non riguarda solo il sud, ma ha contagiato anche le campagne venete e polesane. Tanti gli episodi emersi di lavoro nero come quello scoperto a Villamarzana dove in un campo d’aglio sono stati trovati 15 lavoratori marocchini, molti dei quali senza il permesso di soggiorno e quindi senza alcuna forma di contratto e tutele, guidati e reclutati da un connazionale. Ma non sono solo gli immigrati ad essere sfruttati nei lavori dei campi: a Porto Tolle, ad esempio, i lavoratori in nero erano invece 9 italiani residenti nella zona.

La Cgil invita le forze politiche, le associazioni degli agricoltori e tutte le organizzazioni sindacali ad un lavoro comune per monitorare e contrastare il preoccupante fenomeno dello sfruttamento in agricoltura.