GRANDI MOLINI: SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DI LIVORNO

Grandi Molini Italiani licenzia 30 lavoratori (su 45) a Livorno negando il ricorso agli ammortizzatori sociali. Il gruppo veneto non ha infatti voluto accogliere l’opportunità, maturata dopo incontri con la Regione e la Provincia, di concedere ai lavoratori 12 mesi di cassa integrazione prevista per le aree a crisi complessa e l’impegno ad attivare un percorso per un ulteriore periodo di cassa integrazione straordinaria e/o contratti di solidarietà.
Il rifiuto è stato netto e l’unica opzione adottata dall’azienda è il licenziamento che verrà ratificato alla vigilia di Pasqua presso la Provincia di Livorno.

A fronte di questa vicenda la Cgil e la Flai Cgil del Veneto hanno inviato una nota di solidarietà ai lavoratori di Livorno, in presidio davanti allo stabilimento, ed esprimono preoccupazioni circa il futuro del gruppo che conta uno stabilimento a Marghera oltre che a Trieste.

“Cgil e Flai Veneto – scrivono – esprimono solidarietà ai lavoratori della sede di Livorno di Grandi Molini Italiani e ritengono grave la decisione dell’Azienda di ridurre drasticamente il personale dello stabilimento di Livorno, con il licenziamento di ben 30 lavoratori sui 45 attualmente impiegati.
Un ridimensionamento di questa dimensione rischia di mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza dello stabilimento. Atto ancor più grave se si considera che Livorno è stata riconosciuta dal Ministero come “area di crisi complessa” e che quindi c’era la possibilità di utilizzare strumenti di sostegno al reddito specifici evitando il ricorso ai licenziamenti.
Stiamo parlando di un’azienda leader nel settore, primo produttore italiano e tra i principali in Europa. La crisi che colpisce l’azienda è strettamente di natura finanziaria e non riconducibile all’andamento produttivo. Ha coinvolto in questi anni anche gli stabilimenti di Rovigo, con il trasferimento di tutte le maestranze a Marghera-Venezia, e Trieste con una riduzione della presenza aziendale.

Cgil e Flai Veneto – prosegue la nota – esprimono forte preoccupazione per il futuro di tutto il Gruppo in Italia. È necessaria una forte iniezione di denaro fresco al fine di rilanciare la produzione di farine per aggredire un mercato sempre più esigente attraverso un prodotto di qualità. Solo in questo modo è possibile rilanciare la produzione in un settore dove il nostro paese può competere in qualità e conseguentemente salvaguardare l’occupazione a partire dai 30 addetti di Livorno che in questi giorni vedono irresponsabilmente messi a rischio i propri destini.
Sosteniamo quindi le iniziative a difesa del lavoro e delle prospettive future di Grandi Molini Italiani”.