Straordinaria partecipazione all’Assemblea Pubblica a Rovigo con Maurizio Landini sui 5 referendum

Straordinaria partecipazione all’Assemblea Pubblica a Rovigo con Maurizio Landini sui 5 referendum

L’assemblea pubblica organizzata questa mattina dalla Cgil di Rovigo nel Cinema Teatro Duomo a Rovigo ha registrato una partecipazione straordinaria, alla presenza di Maurizio Landini, Segretario generale Cgil Nazionale, Gabriele Piazzoni, Segretario generale Arcigay nazionale, Maria Monica Bassan, Acli Rovigo, Pieralberto  Colombo, Segretario generale Cgil Rovigo e con la moderazione di Anna Tesi, esecutivo nazionale Unione degli Universitari.

Maurizio Landini, Segretario generale Cgil Nazionale: “Il voto è la più alta espressione democratica. 

Questo referendum offre ai cittadini l’opportunità di votare per i propri interessi, per ottenere diritti concreti e cancellare leggi inadeguate. Non si tratta di esprimere una preferenza per un partito o un governo specifico: è primariamente un voto per rafforzare i propri diritti, per riaffermare la centralità del lavoro, per porre fine alla precarietà, per fermare le tragiche morti sul lavoro e per riconoscere pienamente i diritti e la cittadinanza a coloro che contribuiscono attivamente al benessere del nostro Paese”. 

Gabriele Piazzoni, Segretario generale Arcigay nazionale ha sottolineato che nel caso del referendum i diritti civili coincidono con quelli sociali e che per questo la sua organizzazione ha votato all’unanimità il sostegno a tutti e 5 i referendum. Maria Monica Bassan ha concentrato il suo intervento sul referendum sulla cittadinanza e su come la mancanza di questo diritto fondamentale, e le molte difficoltà burocratiche per ottenerlo, possa impattare sulla vita dei cittadini di origine straniera che vivono e lavorano in Italia.

Pieralberto Colombo, Segretario generale Cgil Rovigo: “L’iniziativa di oggi ha avuto una partecipazione straordinaria, come da tempo non si vedeva nel nostro territorio. Questo dimostra quanto sia alto l’interesse delle persone sui temi dei 5 referendum per i quali l’8 e il 9 giugno voteremo sì. Dimostra che c’è davvero voglia di partecipare e ci dà un’ulteriore spinta ad informare e far conoscere le ragioni del sì. Perché così si renderà il lavoro più stabile e sicuro e si combatteranno le disuguaglianze, dando un forte segnale al Governo nella direzione di un cambiamento delle politiche sul lavoro e sui diritti”.

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