Stop alle consegne nelle ore più calde, ma per i rider senza tutele c’è l’emergenza reddito

Stop alle consegne nelle ore più calde, ma per i rider senza tutele c’è l’emergenza reddito

La Regione Veneto, con l’Ordinanza n. 71/2026, ha esteso le tutele contro i danni da calore includendo i fattorini e i corrieri urbani che operano in bicicletta o motociclo e vietando le attività di consegna dalle ore 12.30 alle ore 16.00 nei giorni in cui l’allerta per il pericolo caldo è classificata come alta.

“L’ordinanza è un passo avanti nella tutela della salute e sicurezza anche dei rider, ma la situazione di queste lavoratrici e lavoratori rimane complessa – spiega Rossana Careddu, Coordinatrice Nidil Veneto – Glovo, Deliveroo e altre app di delivery, infatti, fanno lavorare i rider con contratti occasionali o come lavoratori autonomi, quindi, senza alcuna integrazione al reddito in caso di blocco dell’attività di consegna. È inevitabile che in questo caso si crei un conflitto tra la salute e la necessità di un reddito, e che un sistema privo di adeguate tutele economiche trasformi la tutela della salute in un lusso che molti rider non possono permettersi”.

“Considerati i cambiamenti climatici in atto, questa situazione di caldo eccessivo e gli eventi atmosferici estremi, come alluvioni o bombe d’acqua, diventeranno sempre più frequenti e il tema della protezione sociale dei rider sarà ineludibile. La richiesta di attivazione di tutele nei loro confronti si inserisce in un percorso che da febbraio 2026 vede sia Glovo che Deliveroo indagate per caporalato e sfruttamento di manodopera, perché per i Pm di Milano i rider dovrebbero essere considerati come lavoratori subordinati e come tali pagati e tutelati – continua Careddu – In questi mesi le due piattaforme si sono rifiutate, nonostante l’obbligo di un controllo giudiziario, anche solo di iniziare a discutere del corretto inquadramento dei rider, proponendo alla procura di Milano esigui aumenti nel calcolo dei compensi. Nei prossimi giorni si terrà un incontro con il Ministero del lavoro, promosso da CGIL CISL e UIL unitamente a Nidil Felsa e Uiltemp, al fine di richiedere l’applicazione degli ammortizzatori sociali per questa categoria di lavoratori mediante una partecipazione attiva delle società di food delivery nell’assunzione di responsabilità verso i lavoratori e le lavoratrici”.

Cgil Veneto e Nidil Cgil Veneto appoggiano in pieno la battaglia per tutelare i rider, che nella nostra regione sono circa 5000 (1000 a tempo pieno e 4000 part time). Per questo ritengono necessario aprire un confronto con le piattaforme committenti e con le istituzioni sul rapporto tra cambiamento climatico e lavoro autonomo. Senza ammortizzatori sociali o strumenti di protezione del reddito, il costo della crisi climatica rischia di ricadere interamente su lavoratrici e lavoratori, mentre troppo spesso imprese e governi continuano a sottovalutarne la portata e le conseguenze.

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