Sabato 8 ottobre: 2000 lavoratori e pensionati dal Veneto alla manifestazione della Cgil in piazza del Popolo a Roma: ITALIA EUROPA ASCOLTATE IL LAVORO

Nella mattinata di domani, sabato 8 ottobre, 2000 lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati partiranno dal Veneto con 25 pullman e in treno per partecipare alla manifestazione della Cgil in Piazza del popolo a Roma: “Italia Europa Ascoltate il Lavoro”.

È passato un anno – dichiara Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto – dall’assalto fascista alla nostra sede nazionale. Non si è trattato di un caso isolato, anche nella nostra regione e in tanti altri territori le nostre sedi sono spesso oggetto di inaccettabili atti di intimidazione e di violenza. I processi stanno chiarendo le responsabilità della devastazione avvenuta in corso d’Italia, ma siamo ben lontani dallo scioglimento delle forze politiche che si richiamano al fascismo, su cui in tanti si erano impegnati. È una richiesta che rinnoviamo, perché chi si ispira al periodo più buio della nostra storia, che ha causato indicibili sofferenze, non ha diritto di cittadinanza nella nostra democrazia.

La manifestazione di Roma non ha solo l’obbiettivo di ricordare quanto accaduto, ma mette al centro la questione sociale che sta esplodendo nel nostro Paese. 

Milioni di persone sono a rischio povertà e disoccupazione, è in discussione la stessa tenuta del nostro sistema economico.

La crisi sta colpendo anche il Veneto, con lavoratori e pensionati che, a causa dell’impennata dell’inflazione, stanno perdendo una, se non due mensilità e fanno sempre più fatica a tenere in equilibrio i bilanci familiari.

Stiamo parlando di persone che vivono con poco più di 1000 euro al mese, i pensionati sono molto spesso sotto questa cifra.

Anche le imprese hanno costi energetici insostenibili: nel migliore dei casi attiveranno la cassa integrazione, nel peggiore potrebbero essere costrette a chiudere.

La Cgil ha un decalogo di proposte per un fisco progressivo, contro la precarietà, per garantire salute e sicurezza sul lavoro, per aumentare i salari, per difendere il potere d’acquisto delle pensioni, per una riforma previdenziale che impedisca il ritorno alla Legge Fornero, per ricostruire un welfare universalistico a partire da scuola e sanità, per una politica industriale che guidi la conversione ecologica e la transizione digitale creando piena e buona occupazione.

Con questa piattaforma ci confronteremo con il nuovo Governo, chiarendo fin da subito che non consentiremo che a pagare questa ennesima crisi siano le fasce popolari.

Saremo in piazza anche per un’altra ragione: per la pace. Senza fermare la guerra in Ucraina le popolazioni civili continueranno a morire e, contemporaneamente, l’Europa non riuscirà ad affrontare l’emergenza sociale e a difendere l’occupazione e la sua capacità produttiva”.

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