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Ricorso contro la chiusura delle scuole in Veneto: il TAR del Veneto rimbalza la decisione al TAR del Lazio. Autonomia, ma solo quando conviene.

Marta Viotto, Segretaria generale Flc Cgil Veneto: “Apprendiamo con sconcerto che il Tar Veneto si è dichiarato incompetente riguardo ai nostri ricorsi sul dimensionamento scolastico in Veneto, a favore del Tar del Lazio.

Come Flc Cgil Veneto, siamo dovuti ricorrere al Tar Veneto contro le delibere della Giunta regionale n.  953 e n. 1489 del 2023 sull’approvazione del dimensionamento della rete scolastica per l’Anno Scolastico 2024/2025. Questo a seguito dell’opposizione formale notificata dalla Regione Veneto, per il precedente ricorso straordinario al Capo dello Stato, che impugnava il decreto interministeriale n. 127 del 2023, ritenendo, la stessa Regione Veneto che il Tar del Veneto fosse l’organo giurisdizionale competente a decidere per tale opposizione.

Per noi, la questione del dimensionamento scolastico rimane estremamente critica, perché basata su una logica puramente economica che non tiene alcun conto delle esigenze dei lavoratori delle scuole coinvolte, degli alunni e delle loro famiglie. Le criticità derivanti dalla soppressione, nell’arco di un triennio, di ben 42 istituti scolastici in Veneto sono state evidenziate nel nostro ricorso: un danno per le lavoratrici e i lavoratori delle scuole coinvolte, più costi per le famiglie, meno sicurezza, problemi nei trasporti, indebolimento del diritto allo studio, mancata tutela dei territori più disagiati. A questo si aggiunge il fatto che le chiusure di queste scuole sono state decise senza che ci sia stato il necessario e opportuno coinvolgimento e ascolto di tutte le parti coinvolte: dalle istituzioni fino agli organi collegiali delle scuole e alle famiglie degli alunni. La scuola, anziché di tagli, avrebbe bisogno di investimenti e di maggiori risorse di organico.

Proprio nella Regione governata dal Presidente Zaia, tra i più solerti promotori dell’Autonomia differenziata, le decisioni sul ridimensionamento scolastico delle scuole venete dovranno essere decise a Roma, Tar del Lazio. Insomma, autonomia ma solo quando conviene e senza assumersi troppe responsabilità. Diversamente da quanto è avvenuto in altre regioni dove il ricorso non solo è stato preso in carico dal Tar regionale di competenza, come è logico, ma è stato accolto sospendendo l’applicazione del dimensionamento scolastico.

Nello specifico, nell’ordinanza il Tar afferma, in modo incomprensibile, che l’amministrazione regionale “ha provveduto a dare pedissequa attuazione nel caso di specie, sostanziando in tal guisa il ridimensionamento scolastico alla luce dei criteri da esso determinati”, cioè dal decreto interministeriale emanato dall’amministrazione centrale.

A nostro avviso, è verosimile pensare che anche il Tar del Lazio si dichiarerà, a propria volta, incompetente. È difficile discutere quando gli interlocutori istituzionali si sottraggono al confronto sulle responsabilità delle proprie scelte politiche”.

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