Pulizie ospedali, appello a Zaia

Puliscono reparti, servizi, accessi negli ospedali a viso scoperto e senza dispositivi di protezione. Le 2.300 addette alle pulizie nelle strutture sanitarie venete sembrano andare ogni giorno in guerra senza scudi e senza armi. E, così come è andata, rientrano nelle proprie abitazioni a contatto con i figli e i consorti, preoccupate ma impossibilitate a fare altro.

Sul problema sono intervenuti i sindacati di categoria di Cgil Cisl Uil che hanno inviato una lettera al Presidente Zaia ed all’Assessore Lanzarin cui chiedono che le addette al pulimento, anche se dipendenti di imprese di appalto, siano trattate alla stessa stregua del personale sanitario per quanto riguarda le difese dal Coronavirus.

Di seguito il testo del comunicato:

Egregio Presidente, egregia Assessore alla Sanità

da 20 giorni l’Italia sta vivendo l’emergenza causata dal Coronavirus e la sanità del Veneto sta rispondendo bene alle aumentate esigenze create dalla pandemia.

Nei giorni scorsi il personale sanitario è stato ringraziato dagli italiani affacciati ai balconi per l’immane lavoro e la totale dedizione nel curare i malati e prendersi cura delle persone.

Tra coloro che compiono con fatica e responsabilità il loro lavoro in ambito sanitario ci sono “le Signore” che puliscono e sanificano gli ospedali del Veneto.

Sono oltre 2.300 persone, dipendenti di aziende private, perché i servizi sono stati esternalizzati, che lavorano nelle strutture pubbliche a stretto contatto col personale diretto e con i malati, senza considerare quelle che lavorano in strutture private e nelle case di riposo.

La maggior parte di queste lavoratrici non indossa mascherine perché fino a ieri venivano considerate un presidio da utilizzare solo in caso di accesso ai reparti infettivi.

Sappiamo bene che le mascherine sono di difficile reperimento e sappiamo pure che la Regione Veneto sta facendo un grande sforzo per l’approvvigionamento e distribuire questi presidi principalmente alle strutture sanitarie.

Allora noi, Organizzazioni Sindacali che rappresentiamo queste persone, spesso invisibili ma senza il cui lavoro sarebbe impossibile garantire la sanificazione negli ospedali, ci appelliamo con forza a Voi perché vengano considerate alla stessa stregua del personale sanitario diretto e possano ricevere direttamente dalla Sanità Pubblica questi DPI per la loro tutela e per quella di tutti, nel pieno rispetto del protocollo sottoscritto dalla Regione Veneto e dalle OO.SS. confederali.