PROTESTANO ANCORA I LAVORATORI FORESTALI

 

forestaleNonostante le promesse, le delibere del Consiglio, le lotte costate ore di lavoro e lunghe permanenze davanti alle sedi della Regione, i 650 Forestali veneti si trovano punto e a capo. Con lo stipendio ancora non erogato e gli stagionali che rischiano di mancare le 165 giornate previste dal contratto, mentre l’unica cosa certa è lo spacchettamento del servizio in 4 assessorati.

Per questo lunedì 22 giugno dalle ore 10 saranno in presidio davanti al Consiglio regionale e chiederanno un incontro al Presidente Zaia affinché si sblocchi una situazione insostenibile.

Qui sotto il testo della lettera presentata a Zaia dai Segretari regionali di FLAI-FAI-UILA, Renzo Pellizzon, Andrea Zanin, Nicola Storti.

“Signor Presidente, i lavoratori forestali svolgono un importantissimo e insostituibile lavoro di cura e tutela dell’ambiente in Veneto, questo avviene  grazie al fatto che nel bilancio regionale sono state individuate e stanziate le risorse economiche per i lavori di investimento, di manutenzione e di salvaguardia del territorio. E’ anche importante ricordare che nel sistema di gestione forestale veneto i lavori vengono eseguiti in amministrazione diretta e i costi per gli stipendi delle maestranze sono compresi nel medesimo capitolo di spesa.

Crediamo di poter affermare di aver svolto qui in Veneto un buon lavoro, sia per quanto riguarda la tutela del territorio sia sotto il profilo delle garanzie occupazionali.

Tra le questioni che vanno ricordate c’è anche il riassetto dei 45 lavoratori dei Parchi Regionali, dei circa 85 lavoratori delle Comunità Montane (attualmente definite Unioni dei Comuni Montani) e altri 40 lavoratori di Veneto Agricoltura attualmente in fase di liquidazione. In sostanza i temi della gestione ambientale coinvolgono un totale di circa 800 lavoratori.

Non per ultimo infine va sottolineato il problema del’ARAV, che dopo una importante razionalizzazione interna non potrà comunque più continuare nel suo operato se non verranno assicurate le risorse stanziate per i controlli funzionali e le altre attività di sua competenza.

Purtroppo in questi anni abbiamo registrato anche notevoli sofferenze e difficoltà determinate dai continui ritardi nell’approvazione dei bilanci, dalla riorganizzazione regionale avvenuta nel 2013 che ha confermato lo spacchettamento del settore forestale in ben quattro assessorati, dall’applicazione nel 2015 del decreto legislativo 118/2011; tutti questi elementi stanno mettendo a dura prova l’intero comparto forestale. I lavoratori a tempo indeterminato hanno sofferto ogni anno per i ritardi in media di 4 mesi nel pagamento degli stipendi, ed i lavoratori a tempo determinato hanno visto l’apertura dei cantieri posticipata nel tempo, con il rischio di non poter arrivare alle 165 giornate previste dal contratto regionale. Ancora adesso a causa della mancata applicazione delle delibere approvate in regione ad inizio anno i forestali rischiano di non poter lavorare e restare senza stipendio a maggio 2015 ma anche di non poter svolgere il loro importante servizio di tutela all’ambiente

Oggi di fronte alla costituzione e all’insediamento di una nuova giunta i lavoratori le chiedono un intervento risolutivo per sboccare le risorse ferme in ragioneria e avviare un confronto sul futuro di questi nostri importanti enti e servizi e sulla base delle esperienze fatte vogliamo coinvolgerla in una riflessione a partire delle proposte che il sindacato ha prodotto in questi anni.

I lavoratori, in stato di agitazione, ribadiscono la richiesta di poterLa incontrare lunedì 22 giugno 2015 prima del Consiglio Regionale per un suo deciso intervento urgente per sboccare questa situazione di stallo e per un percorso da condividere per risolvere le problematiche sopra esposte”.