Preoccupazione per i 200 lavoratori Stefanel, di cui 60 in Veneto

Assemblea sindacale dei lavoratori Stefanel

La Cgil del Veneto chiede la convocazione di un incontro al Mise: “vanno tutelati 200 posti di lavoro, 60 a Ponte di Piave in Veneto, e salvaguardato un marchio storico“.

Si è svolta il 29 settembre l’assemblea sindacale dei lavoratori della Stefanel spa in amministrazione straordinaria di Ponte di Piave. Dall’incontro è emersa una forte preoccupazione da parte delle Rsu e dei lavoratori per il proprio futuro occupazionale e per la prospettiva aziendale. 

Con l’apertura delle buste il 14 settembre, si è infatti chiusa la gara pubblica per la vendita degli asset Stefanel. Le sole notizie emerse dall’interlocuzione con il Commissario dell’Amministrazione Straordinaria, avvocato Raffaele Cappiello, riguardano le due offerte arrivate: una per la sola Stefanel spa e una per entrambi gli asset (Stefanel spa e la partecipata Interfashion). Sono in corso le valutazioni di congruità. 

È necessario, come più volte sollecitato dalla Cgil, un incontro in tempi brevi presso il Ministero dello Sviluppo Economico per avere ulteriori notizie sullo stato della procedura. 

In quella sede – dichiara Christian Ianicelli, della Filctem Cgil di Treviso – ribadiremo l’importanza strategica non solo per il territorio di Treviso, ma per tutto il Veneto e l’intero Paese, di una realtà produttiva come quella di Stefanel. Vogliamo che siano tutelati l’occupazione e il marchio storico che a nostro avviso deve avere ancora un futuro“.

Preoccupano inoltre – aggiunge Margherita Grigolato, della Filcams Cgil Veneto – le parole del Commissario Cappiello sulla riduzione della liquidità. Riteniamo che per contribuire ad affrontare questo problema debbano riprendere le aperture, seppur temporanee e limitate, dei punti vendita, che avrebbero anche l’effetto positivo di non perdere la clientela storica. I negozi chiusi, inevitabilmente, danno un’immagine negativa, di abbandono della rete di vendita“.

La richiesta di una convocazione urgente al Ministero dello Sviluppo economico – conclude Tiziana Basso, della segreteria confederale Cgil Veneto – è stata condivisa con l’Unita di Crisi della Regione Veneto, che da giorni sta interloquendo con il Mise per affrontare una crisi aziendale che non può sfociare nell’ennesima perdita occupazionale per il nostro territorio e per l’Italia. Non possiamo permetterci la svendita di un marchio storico del tessile, che comporterebbe la dispersione di grandi professionalità cresciute in questi anni”.