Sabato 31 marzo è sciopero in tutta la regione dei dipendenti delle poste impiegati agli sportelli (sono esclusi i postini addetti al recapito). La protesta è proclamata dalla SLC Cgil a livello ragionale per manifestare contro condizioni di lavoro ritenute “impraticabili perfino per l’apertura degli uffici postali e l’attività quotidiana”, a fronte della carenza di personale. La situazione, aggiunge la SLC è “particolarmente acuta nelle zone montane e pedemontane, in quei piccoli uffici dove i colleghi non ne possono più”.
Ai lavoratori, dice la SLC “vengono negate ferie, permessi e diritti contrattuali. Ci sono pressioni commerciali interminabili, che provocano stress da lavoro correlato e violano il Protocollo d’intesa in materia di proposizione commerciale. Ci sono pressioni per la sostituzione dei direttori e vessazioni verso chi non è disponibile, non se la sente o non è adeguatamente formato a svolgere quel ruolo, con passaggi di consegne irregolari e rischiosi”.
Su questi e su altri punti la Scl ha aperto una vertenza nei confronti di Poste Italiane, coinvolgendo anche la dirigenza regionale.