NON SI TAGLINO I FINANZIAMENTI AL SOCIALE! LA CGIL ADERISCE AL PRESIDIO DI MERCOLEDì 1 OTTOBRE DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE.

ritirateloLa regione Veneto ha previsto nell’assestamento di Bilancio 2015 un taglio complessivo di 100 milioni al sociale, alla cultura e allo sport, di cui 8 ai servizi diretti al cittadino. Vittime della scure sono soprattutto i soggetti deboli, bisognosi di supporti quali quelli relativi alla prevenzione delle violenze su donne e minori, al sostegno ai minori in difficoltà, alla non autosufficienza e disabilità, all’inclusione scolastica di sordi e ciechi.

Per chiedere il ritiro dei tagli un gruppo di associazioni ha organizzato un presidio per domani, mercoledì 1 ottobre, alle ore 10.30, davanti a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale.

All’iniziativa aderisce la Cgil veneta che sarà presente con una folta delegazione. La Cgil ritiene inaccettabili i tagli, soprattutto sul versante delle politiche sociali e della disabilità, e chiede il ripristino delle risorse, comprese quelle destinate al contrasto alla violenza di genere che rischiano di portare alla chiusura “strutture impegnate da anni su queste problematiche, come i Centri antiviolenza, a cominciare da quello di Padova che in vent’anni di storia ha rappresentato e rappresenta un punto di riferimento importante per tutto il territorio regionale.”

Dal canto loro, i Centri Antiviolenza hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione, “Zaia ci taglia le ali”, ed una petizione online su change.org dal titolo “Non tagliate i fondi destinati al contrasto alla violenza contro le donne”.

“La Giunta, con la giustificante di rimpolpare i fondi per le emergenze – recita l’appello dei Centri Antiviolenza – sta tagliano tutti quei finanziamenti dedicati alle persone più vulnerabili e alle categorie sociali che più necessitano di un supporto strutturale da parte delle Istituzioni. Finanziamenti che non dovrebbero mai essere messi in discussione, anzi dovrebbero essere alla base di ogni decisione politica che riguarda i cittadini. Con politiche di taglio e azzeramento dei fondi, non solo si aumenta il rischio di marginalità ed esclusione sociale, ma si fa finta che non esistano tali problematiche nel nostro territorio.

Solo con politiche lungimiranti e inclusive potremmo affrontare il fenomeno della violenza sulle donne non più come un’emergenza ma come un elemento strutturale della società.

Per questo chiediamo che la Legge regionale n. 5/2013 sia sovvenzionata con finanziamenti certi e calendarizzati”.