NO A LICENZIAMENTI E FUSIONE VENETO BANCA E POPOLARE VICENZA

“Un no secco a chi in Banca Popolare Vicentina pensa di affrontare i problemi con i licenziamenti e un no altrettanto secco alle ipotesi di fusione tra Bpv e Veneto Banca”. Lo dice la Fisac per bocca del Segretario Generale Agostino Megale, che sottolinea invece “la necessità, in via prioritaria, di un piano industriale capace di rilanciare e dare prospettiva industriale e occupazionale sia alla popolare vicentina che a veneto banca”.

Dopo le dichiarazioni del Presidente di Banca Popolare Vicentina, Mion, circa la prospettiva di 1.500 esuberi nella sola popolare di Vicenza e dopo le dimissioni del Presidente di Veneto Banca, Anselmi, contrario ad una gestione brutale dei licenziamenti, il Segretario Generale della categoria dei lavoratori del credito della Cgil chiede “chiarezza sul piano industriale di Veneto Banca e di Popolare vicentina”, riaffermando “la posizione unitaria di contrarietà ad un eventuale progetto di fusione le cui conseguenze per il territorio e per i lavoratori sarebbero disastrose”.

Inoltre, aggiunge, “avremmo preferito che il presidente Anselmi restasse al suo posto, in ogni caso le parole toccanti da lui utilizzate dal punto di vista umano, sociale e dell’attenzione anche verso i lavoratori, sono il segno di un capitalismo dal volto umano, sempre più raro e per questo apprezzabile, che potrà far valere restando nello stesso Consiglio di amministrazione”.

La Fisac Cgil, conclude Megale, “sarà al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici per combattere questa battaglia importante per loro, per tutto il settore bancario e per l’intero paese”.