NEL LITORALE VENEZIANO PARTITA LA CAMPAGNA “TURISMO, NON VI LASCIAMO SOLI”

La riforma degli ammortizzatori sociali dimezza l’indennità di disoccupazione degli stagionali. Da Chioggia a Jesolo e fino a  San Michele al Tagliamento la Cgil sarà presente in queste settimane con iniziative rivolte ai lavoratori stagionali del turismo che con l’arrivo della NASpI vedranno dimezzarsi la copertura assistenziale per i periodi non lavorati.

E’ uno degli effetti del “Jobs Act” e della riforma degli ammortizzatori. Gli stagionali del turismo – spiega la Filcams veneziana – in genere hanno contratti o di 3 o 4 mesi o superiori ai sei.

Nel primo caso, al termine della stagione estiva prima della riforma era possibile accedere all’ indennità di disoccupazione a requisiti ridotti (Miniaspi), nel secondo caso si percepiva la disoccupazione ordinaria (Aspi).

Con la nuova normativa MINIASpI ed ASpI sono abolite e sostitute dalla NASpI che viene riconosciuta ai lavoratori disoccupati con almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti alla disoccupazione e con 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Il calcolo dell’indennità mensile non cambia: 75% della retribuzione mensile media degli ultimi quattro anni utili fino a 1.195 euro, più il 25% della differenza tra tale importo e la retribuzione effettiva media, fino ad un importo massimo mensile che con la Naspi (1.300 euro) è leggermente superiore  a quello dell’AspI (1.165,58).

Il conto è però pesantemente a svantaggio dei lavoratori che percepiranno la nuova indennità solo per un periodo equivalente alla metà delle settimane lavorate.

Così un lavoratore con contratto stagionale di 6 mesi che prima ogni anno aveva garantito l’ammortizzatore (ASpI) per l’intero anno, ora si vedrà corrispondere solo 3 mensilità.

“Si tratta – dice la Filcams – di lavoratori “professionisti” del turismo estivo, per lo più con capacità importanti per le aziende e spesso strategiche per il buon andamento organizzativo e pratico.

Persone che abitano nel litorale e che non hanno alcuno sbocco lavorativo se non durante la stagione estiva. Da sempre con la domanda di disoccupazione questi dipendenti sottoscrivono la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al collocamento, ma la chiamata dai Centri per l’ Impiego con nuove proposte di lavoro non arriva mai.

Crediamo iniqua ed ingiusta questa norma, ampia dimostrazione di come la politica non tenga in considerazione il turismo come motore economico e occupazionale nel Paese”.

La Filcams ricorda anche come si tratti di “un sistema fragilissimo, con maestranze che non hanno mai avuto l’articolo 18, le tutele minime, ma precari per definizione, costretti a ritmi lavorativi estivi spaventosi.

Un sistema non immune dal mancato rispetto delle norme, a partire dal lavoro “in grigio” dilagante (il famoso tutto compreso nel pagamento mensile) e a volte anche lavoro sommerso. Lavoratori che non possono quasi mai far valere i loro diritti altrimenti non verrebbero più richiamati la stagione successiva.

Negli ultimi anni il dilagare di contratti a chiamata e l’utilizzo indiscriminato di voucher ha già fatto perdere la possibilità di accesso all’ assegno sociale intero o ridotto a molti di loro, ma pur di lavorare si accettano condizioni estreme.

Oggi le nuove misure sul jobs act e gli ammortizzatori li colpiscono ed indeboliscono ulteriormente”.