Morti sul lavoro: sono il triplo di quanto dice la regione

Davvero fuori luogo il trionfalismo del Presidente Zaia sui dati degli incidenti mortali sul lavoro in Veneto: i numeri sono quasi il triplo di quelli forniti dalla Regione. Lo dice Christian Ferrari, segretario generale della Cgil del Veneto a fronte delle dichiarazioni del presidente dopo l’incontro con sindacati ed Inail ed Inps.

Questa la sua dichiarazione:

Gli incidenti mortali sul lavoro in Veneto sono stati 57 nel 2019. Se si considerano anche quelli in itinere si arriva alla cifra spaventosa di 98. In leggera flessione rispetto al 2018, ma ben lontani dal consentirci di dichiararci soddisfatti, cosa che per quanto riguarda la Cgil non avverrà finché questa piaga non sarà sradicata dai luoghi di lavoro. Non si tratta di dati del sindacato, ma dei dati ufficiali dell’Inail, consultabili da tutti sul sito dell’Istituto. Sorprende davvero che il Presidente della Regione usi termini trionfalistici, basandoli su dati non veritieri.
Per quanto riguarda gli infortuni complessivi denunciati – sempre secondo l’Inail – nel 2019 si registra un ulteriore aumento, passando dai 76.435 del 2018 ai 77.124 del 2019. Parliamo di numeri altissimi, che peraltro continuano a crescere.
Infine – sul numero degli ispettori Spisal – se si considera il turn over siamo a circa 8 unità in più rispetto a due anni fa, mentre l’impegno minimale assunto dalla Regione nel 2018 parlava nel solo primo anno di un aumento netto degli organici per oltre trenta nuovi ispettori, con ulteriori incrementi che si sarebbero dovuti programmare negli anni successivi.
Sono tutte questioni che abbiamo sollevato questa mattina al tavolo regionale dei firmatari del Piano Strategico per la salute e sicurezza sul lavoro sottoscritto nel luglio 2018. Dispiace constatare che il Presidente Zaia non ci abbia ascoltato. Ma la cosa più grave è il messaggio che rischia di passare: che vada tutto bene o che, quanto meno, il più è fatto. Non c’è messaggio peggiore per un tema delicatissimo come questo; parliamo della salute e, spesso, della stessa vita delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare. Non abbasseremo la guardia e invitiamo le Istituzioni e le nostre controparti a fare altrettanto.
Apprezziamo gli ulteriori impegni assunti questa mattina, ma ci auguriamo che si passi rapidamente ai fatti, perché si è già perso troppo tempo”.