La Cgil del Veneto: “Positiva la presenza del Governo all’ultimo incontro regionale sulla scuola. Ora ognuno faccia la sua parte in coerenza con gli impegni presi”

A seguito dell’emanazione delle linee guida del comitato tecnico scientifico nazionale dello scorso 28 maggio e del piano scuola 2020\2021 del 26 giugno, nei giorni scorsi anche la Regione Veneto – insieme all’Ufficio Scolastico Regionale – ha predisposto un manuale per la riapertura delle scuole in Veneto. Si sono svolti, al riguardo, diversi incontri con tutti i soggetti coinvolti e il testo che ne è scaturito, pur rappresentando uno strumento importante per indirizzare e supportare le autonomie scolastiche e gli Enti locali in vista di settembre, presenta delle criticità legate alla didattica, al tempo scuola e, soprattutto, alla copertura adeguata degli organici e alla definizione delle strutture edilizie da reperire o adeguare sulla base delle nuove norme.

Ieri si è svolto un ulteriore incontro alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, on. Giuseppe De Cristofaro, convocato con pochissimo preavviso dalla Regione, che ha rimesso in fila l’ordine dei lavori dei tavoli aperti e ribadito la centralità in questo percorso dell’USR in raccordo con la Regione e gli altri soggetti, Enti locali e parti sociali, che ruotano attorno alle comunità scolastiche.  

Nell’incontro – dichiara Silvana Fanelli della segreteria confederale Cgil Veneto – abbiamo sottolineato la necessità che, pur nella ristrettezza dei tempi a disposizione, i lavori per individuare le migliori soluzioni per l’avvio dell’anno scolastico di ogni ordine e grado si svolgano nel rispetto dei ruoli di ognuno e in un clima di correttezza e collaborazione istituzionale, ponendo al centro i seguenti obiettivi da garantire in un delicato e complesso equilibrio:

  • tutela della salute e sicurezza di tutta la comunità scolastica, intesa anche come tutela del benessere socio-emotivo di chi frequenta la scuola e di chi vi opera;
  • qualità dell’apprendimento e delle strutture edilizie destinate ai servizi educativi;
  • garanzia del rispetto del diritto all’istruzione con una particolare attenzione ai soggetti più svantaggiati.

Abbiamo inoltre evidenziato che non possono esistere soluzioni semplici per un comparto così complesso, che richiede da parte di tutti i soggetti istituzionali una reale presa in carico anche in termini di investimenti sia nell’edilizia scolastica che in tutti gli organici necessari. Le criticità e le debolezze del sistema di istruzione pubblico e privato, che l’emergenza sanitaria ha reso ancor più evidenti anche nella nostra Regione, vanno affrontate collegialmente con un orizzonte temporale che vada oltre la riapertura di settembre, trasformando l’emergenza nell’opportunità di avviare quelle riforme necessarie a rendere il nostro sistema di istruzione più efficiente ed in linea con i parametri europei anche in termini di investimenti.

Il Sottosegretario, chiudendo i lavori, si è reso disponibile ad essere costantemente presente al tavolo di lavoro regionale quale raccordo diretto con il Ministero e mettendosi a disposizione dell’Usr Veneto, della Regione e di tutti i soggetti presenti per individuare, nel lavoro da fare provincia per provincia in raccordo con gli Enti locali e le autonomie scolastiche, i reali e concreti fabbisogni delle strutture scolastiche sia in termini di investimenti nell’edilizia che in termini di organici, per poi destinare le risorse necessarie. Abbiamo apprezzato questa inversione del paradigma, per cui invece di partire da uno stanziamento fisso per poi definire quali bisogni si riesce a soddisfare, si parta dalla definizione dei fabbisogni puntuali per destinarvi le risorse necessarie. 

Nel prosieguo dei lavori, valuteremo la coerenza e la realizzazione di quanto dichiarato dal Sottosegretario“.