FERROVIE: PROROGATO IL CONTRATTO DI SERVIZIO REGIONE- TRENITALIA. NESSUN SALTO DI QUALITA’ E AUMENTI TARIFFARI IN PROSPETTIVA

Il contratto di servizio tra la Regione e Trenitalia, dopo la disdetta a fine 2014 del Presidente della Regione, è stato ora prorogato di 9 anni più uno, consistenti in 6 anni di durata contrattuale 2015 – 2020, 3 anni di proroga massima consentita dal regolamento europeo e 1 anno aggiuntivo (2024) in caso di necessità di perfezionare gli esiti della gara. 

“Ogni ulteriore commento di questa proroga appare superfluo” osserva la Cgil che in una nota entra nel merito dei punti principali:
Passaggio pagamento servizio da “treni a catalogo” a corrispettivo conto economico. Si tratta senz’altro della più rilevante novità: Trenitalia accetta di introitare un possibile parziale rischio d’impresa con un meccanismo di pagamento bonus/malus legato a redditività e produttività del sistema ferroviario regionale veneto. Il nuovo sistema di calcolo parte da una base di corrispettivo più bassa della precedente “treni a catalogo” e punta su un possibile miglioramento dei ricavi (maggiori passeggeri trasportati, minore evasione tariffaria). La Regione si fa carico di garantire la stabilità dei corrispettivi di finanziamento del contratto di servizio attraverso, alla bisogna, l’impegno di mettere a disposizione risorse regionali e non contando unicamente sul Fondo Nazionale Trasporti.
Si tratta di una formulazione molto aperta ed in progress di sperimentazione dove sono possibili continue modifiche e aggiustamenti mirati a garantire l’equilibrio del conto economico a favore di un impegno reciproco dei contraenti.
I tre elementi negativi saltano all’occhio immediatamente: non siamo in presenza di alcuna variazione dell’offerta ferroviaria per cui per un potenziamento del servizio bisognerà attendere e ripassare fra qualche quinquennio; il conto economico che deve assicurare l’equilibrio del piano economico finanziario passa anche attraverso un possibile incremento tariffario, in aggiunta all’adeguamento dell’inflazione programmata che scatta ad ogni 1 gennaio; si ipotizza la riduzione del servizio offerto nel caso che i finanziamenti del Fondo Nazionale Trasporti subiscano variazioni.
Qualità dei servizi. Ci saremmo aspettati una maggiore attenzione alla qualità dei servizi. Di certo la qualità costa, onde per cui si è preferito confermare l’esistente senza alcuna variazione né quantitativa né, soprattutto, qualitativa. Si modifica il sistema delle penalità e premialità con un range di oscillazione che poco cambia le valutazioni di convenienza gestionale sugli indicatori di qualità che restano sostanzialmente gli stessi del passato.
Tariffe. Si esplicita l’introduzione congiunta a cura delle parti di “un nuovo sistema tariffario, tenuto anche conto degli investimenti programmati nonché dell’equilibrio economico finanziario, finalizzato al riequilibrio delle tariffe nonché all’integrazione ferro/gomma”. Difficile non leggere un probabile aumento delle tariffe. Siamo consapevoli che i servizi costano e che diventa ogni giorno più complicato con risorse pubbliche in calo garantirne il mantenimento. Chiediamo che sia misurabile il miglioramento del servizio reso all’utenza e che gli adeguamenti tariffari siano minimi, tenuto conto che si tratta di servizi resi a una popolazione pendolare che già paga a caro prezzo tutte le politiche impopolari fatte in questi anni, dal blocco dei contratti e pensioni alla tassazione locale. Infine è bene che preventivamente a “possibili aumenti” l’assessore competente pratichi il confronto con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze degli utenti.
Nuovi investimenti. Trenitalia effettua in cinque anni 38 milioni di euro di investimenti nelle officine dedicate alla manutenzione del parco rotabile regionale di Mestre e Verona e 107 milioni di euro sul parco rotabili parzialmente in autofinanziamento. Si tratta di un impegno necessario, ma non sufficiente, a consentire un effettivo miglioramento della flotta, mentre l’investimento nelle officine risponde appieno a bisogni di recupero di produttività ed efficienza attesi per la scelta di corrispettivo del conto economico. Ci lascia alquanto perplessi che non sia la Regione ad acquistare il materiale rotabile e a metterlo a disposizione in comodato d’uso del gestore. Questa scelta consentirebbe di accrescere il patrimonio regionale e disporre di mezzi nuovi di proprietà della Regione; così, invece, il fondo nazionale trasporti e gli utenti pagano investimenti che rimangono di proprietà di Trenitalia.
Diritti degli utenti. In questi anni sono cresciute le sensibilità generali dei diritti degli utenti tramite carta dei servizi e partecipazione delle associazioni di rappresentanza tese a dare utili suggerimenti. Ci saremmo quindi attesi un apposito articolo contrattuale di valorizzazione delle proposte di Istituzioni e rappresentanza sindacale e sociale. La capacità di ascolto è una premessa indispensabile dell’attenzione necessaria a migliorare il servizio. Prendiamo atto che anche in questo giro è saltato questo impegno.