DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI: UN CONVEGNO DELLA CGIL

Inserimento lavorativo dei disabili: a che punto siamo dopo 7 anni di crisi? La Cgil del Veneto ha fatto il punto con operatori del settore (Servizi Pubblici all’ impiego, Servizi di Integrazione Lavorativa delle Ulss) e funzionari regionali nel corso di un seminario cui sono intervenuti Fabrizio Maritan (dipartimento mercato del lavoro Cgil), Nina Daita (responsabile nazionale Cgil politiche della disabilità), Tiziana Basso (Segretaria regionale Cgil).

Lo stato dei servizi è stato valutato nel corso di un dibattito che ha anche fatto emergere interessanti esperienze costruite nei territori. Sono tuttavia state evidenziate criticità legate alle carenze di organico e di risorse, mentre molti interrogativi si sono posti circa le prospettive future a seguito del passaggio dei servizi di collocamento dalle Province allo Stato che a sua volta ne affiderà la gestione alle Regioni attraverso convenzioni.
Una particolare attenzione è poi stata riservata alle modifiche apportate dal Decreto 151 del 2015 (attuativo del jobs act) che estende la chiamata nominativa all’intera platea dei disabili, dando spazi di discrezionalità alle imprese circa la scelta dei lavoratori da assumere.

La Cgil, che ha avviato una raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per una Carta dei Diritti Universali del Lavoro, si sente particolarmente impegnata anche attraverso le proprie categorie e le Rsu a sostenere il diritto al lavoro dei disabili, senza discriminazioni. Un imperativo di grande civiltà e senza limiti come emerge dall’esperienza, ad esempio, dell’Elettrolux che ha avviato con successo al lavoro persone autistiche.
Un secondo fronte di impegno è nei confronti della Regione. Il tema delle risorse, dice la Cgil, è molto importante. Il fondo regionale disabili è fermo al 2011. Dopo varie richieste è arrivata la notizia di uno stanziamento in acconto sul 2012 di 3 milioni di euro da ripartire tra le 7 ex province.
Un importante asse di finanziamento è dato dalle risorse del Fse per favorire la formazione, i servizi di accompagnamento e orientamento al lavoro, ed erogare incentivi alle assunzioni. Il programma Fse 2014/2020 prevede che il 20% delle risorse venga utilizzato per i soggetti svantaggiati.

“Il nostro impegno- osserva la Cgil – è sempre stato di stimolo verso le problematiche delle persone più deboli del mercato del lavoro. Continueremo ad incalzare la Regione su questi temi, come pure non dobbiamo mai stancarci di fare pressione nelle aziende per garantire il rispetto della legge 68 sul diritto al lavoro dei disabili.”