DIAGRAMMI NORD

Un progetto per i diritti in Agricoltura, che vuole proteggere i 18.000 lavoratori migranti che in Veneto rischiano di finire vittime di lavoro irregolare o di caporalato.

Oggi si è tenuto in modalità videoconferenza il seminario “DIAGRAMMI NORD: diritti in Agricoltura attraverso Approcci Multistakeholders e Multidisciplinari per l’integrazione e il Lavoro Giusto”. Hanno partecipato Vincenzo Castelli (segreteria Diagrammi), Francesco Carchedi (Osservatorio Placido Rizzotto), Giorgia Tosatto (il Villaggio Gloabale), Carlo Zagato (presidente Ats Porto Alegre), Federico Tsucalas (Terra), Andrea Gambillara (Segretario Generale FLAI Cgil Veneto).

Il progetto Diagrammi Nord, approvato dal Ministero del Lavoro all’interno dell’Avviso 1/2019 per la realizzazione di interventi di integrazione socio-lavorativa finalizzati alla prevenzione e al contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato in agricoltura, rappresenta una proposta di dignità, di qualità e di sfida realizzata mediante il protagonismo dei soggetti istituzionali, delle parti sociali ed economiche e dei soggetti del Terzo settore. Coinvolge attori di alta competenza ed esperienza che per tanti anni hanno lavorato sul tema. Capofila del progetto è Nova Onlus, il coordinamento per il Veneto è della FLAI CGIL regionale.  

Il progetto sviluppa interventi in ben otto regioni del centro-Nord Italia: Marche, Umbria, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte. In queste regioni il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura, ben presente in ognuna di esse, si presenta in forme diversificate per tante motivazioni storiche e contestuali, ma specificatamente per la diversa incidenza di presenze migranti impegnate in agricoltura ed anche per le differenti specializzazioni produttive agricole che caratterizzano tali regioni. 

In Veneto, gli accertamenti statistici rilevano una percentuale di occupati non regolari leggermente più bassa della media nazionale (rispettivamente 16% a fronte del 16,4%); il fenomeno risulta in aumento negli ultimi anni. Si stima che i contingenti a mobilità interregionale e transnazionale nel Veneto superino mediamente le 18.000 unità, e rappresentino il bacino di movimentazione di singoli caporali, cooperative senza terra, agenzie multiservizi e, in misura minore, reclutamento diretto delle aziende. Diventa quindi essenziale un’azione sinergica di rete, aggiuntiva alla pur pregevole azione ispettiva repressiva, che predisponga attività di azione preventiva e tolga strumenti agli agenti di sfruttamento.

L’obbiettivo è innanzitutto comprendere la dimensione del fenomeno, le pratiche implementate, e le criticità evidenti, coinvolgendo gli attori istituzionali ed altresì le imprese agricole, nella strutturazione di Tavoli, Piani di azione e Protocolli al fine di costruire interventi a favore dei beneficiari del progetto. Seguono interventi emersivi di prossimità per i beneficiari di progetto attraverso il potenziamento di punti di accesso ai servizi per l’emersione, in particolare: azioni di orientamento, attivazione di programmi di protezione sociale per vittime di tratta all’interno di tale situazione di sfruttamento, integrazione linguistica e civica, iniziative di supporto all’autonomia abitativa e servizi di trasporto per i beneficiari del progetto. Vengono altresì sviluppate misure di supporto all’inserimento lavorativo regolare e proposti interventi per il supporto all’adesione alla rete del lavoro agricolo di qualità. 

Tale disegno progettuale vuole provare a misurarsi su un percorso che ha al centro la persona migrante vittima di sfruttamento in agricoltura e che, attraverso interventi integrati ed armonici, si vuole rendere protagonista del proprio presente e futuro. 

I numeri a cui il progetto si prefigge di raggiungere per un effettivo contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura nel Nord Italia riguardano:

  • Cittadini di Paesi terzi vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo che beneficiano delle attività di progetto, n. 7.910; 
  • Presi in carico con filiera di servizi di accompagnamento all’autonomia, n. 2.280;
  • Avviati a un percorso finalizzato all’ottenimento della protezione per sfruttamento lavorativo, n. 1.096;
  • Destinatari di azioni di accompagnamento alla fruizione dei servizi sociali e sanitari, n.1.415; 
  • Beneficiari di servizi di mediazione abitativa e di comunità, n. 891; 
  • Beneficiari di percorsi formativi per l’integrazione lavorativa, linguistica e abitativa, n. 1.828;
  • Ore di attività erogate nell’ambito di percorsi formativi per l’integrazione lavorativa, linguistica e abitativa, n. 15.252;
  • Operatori attivati per la realizzazione delle attività di progetto, n. 358;
  • Imprese agricole coinvolte nelle attività progettuali, n. 1.650.

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