Centri estivi: gradualità nelle aperture

Apertura centri estivi. Incontro stamattina in Regione tra gli assessori Lanzarin e Donazzan, Cgil Cisl Uil confederali e di categoria, gestori dei centri, presidente regionale pediatri veneti. PERPLESSITÀ SU UNA RIAPERTURA GENERALUZZATA IL PRIMO GIUGNO. La Cgil ha chiesto di procedere con gradualità e sperimentazioni mirate al fine di mettere a punto le migliori strategie di sicurezza. Occorrono, ha detto tra l’altro, screening preventivi che non si fanno in una giornata. Quanto alla fascia 0 – 3 anni la Cgil chiede di evitare forzature e seguire i percorsi di discussione politico istituzionale con il governo. Qui sotto e in allegato la dichiarazione del segretario generale della Cgil del Veneto, Ferrari, e dei segretari dei sindacati della scuola e della funzione pubblica Cgil, Viotto e Bernini

Incontro in Regione sulla riapertura dei centri estivi, la Cgil: “Vanno evitate forzature e approssimazioni, va garantita la massima sicurezza dei bambini, dei ragazzi, delle famiglie, degli insegnanti e degli operatori”.

Dichiarazione di Christian Ferrari (Segretario generale CGIL Veneto), Ivan Bernini (Segretario generale FP CGIL Veneto), Marta Viotto (Segretaria generale FLC CGIL Veneto)

Come Organizzazione condividiamo la necessità di dare una risposta ai bambini e ai ragazzi che, da ormai tre mesi, non frequentano gli asili e le scuole. La socialità, oltre all’istruzione, è un fattore fondamentale per la loro crescita armonica.
Così come è importante mettere nelle condizioni lavoratrici e lavoratori di poter conciliare i tempi di vita e di lavoro.
La riapertura dei cosiddetti centri estivi può quindi costituire un tassello non secondario del ritorno graduale alla normalità, seppur in una condizione epidemica non ancora risolta.
Trovandoci appunto in una situazione non di scomparsa del Coronavirus, ma di convivenza con esso, va posta la massima attenzione in un settore così delicato come questo, tutelando con assoluto rigore la salute dei minori, delle famiglie, oltre che quella degli insegnanti e degli operatori.
Oggi, seppur tardivamente, la Regione ha ritenuto di coinvolgere in una discussione così importate chi rappresenta i lavoratori e le lavoratrici, senza i quali difficilmente si può organizzare nel modo migliore questi servizi.
Ancora una volta abbiamo ribadito la nostra disponibilità al confronto, che dovrà svolgersi ad ampio raggio, chiarendo tutte le questioni aperte: l’organizzazione delle attività, i profili del personale coinvolto (vanno impiegati i professionisti, i volontari possono solo fare da supporto), le misure di prevenzione e sicurezza.
Improvvisazione e approssimazione non sono ammesse in questo ambito e in questa fase. Non stiamo parlando di una qualsiasi attività produttiva, ma di servizi per bambini e ragazzi, la cui tutela viene prima di ogni altra esigenza.
Nel corso dell’incontro abbiamo evidenziato le nostre preoccupazioni e la necessità di procedere con gradualità e con sperimentazioni mirate, al fine di mettere a punto le strategie di sicurezza più efficaci.
Serve un’attivazione progressiva di questi servizi che non metta a rischio il benessere di una fascia di popolazione che deve godere di tutele particolari, mentre un’apertura generalizzata e accelerata per il prossimo primo giugno – anticipando i tempi previsti dalle disposizioni nazionali, come annunciato dalla Regione – oltre a non consentire alcuna attività di screening preventivo, non permette di organizzare in maniera compiuta i servizi e i livelli massimi di prevenzione.
Abbiamo chiesto un coinvolgimento diretto dei Comuni e delle Autorità sanitarie locali, per garantire che chi si propone come ente gestore rispetti tutte le linee guida e i protocolli previsti, nonché il rapporto con le rappresentanze dei lavoratori e delle lavoratrici.
Ci siamo infine concentrati sulla fascia di età zero – tre anni, che la vigente normativa nazionale (DPCM e linee guida) esclude dalla presenza nei centri estivi, vista la particolare fragilità dei bimbi così piccoli. Vanno evitate forzature e vanno seguiti i percorsi di discussione politico-istituzionale con il Governo, al quale le Segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro che potrebbe svolgersi nei prossimi giorni.
La nostra posizione è chiara: al centro va messa la salute e il benessere dei minori, al di là di ogni ragionamento economico e di qualsiasi altro tipo. Solo così i genitori si fideranno e faranno finalmente re-incontrare i loro figli in luoghi protetti e ben organizzati”.