C’È LA LEGGE SUL CAPORALATO. PIÙ FORTE IL CONTRASTO ALL’ILLEGALITÀ

caporalatoFinalmente è stata approvata la legge sul caporalato, per il “contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo”. Prevede un inasprimento delle pene, la confisca dei beni e l’arresto in flagranza, indennizzi per le vittime, rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali.

“Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata”, ha commentato il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

La nuova legge è salutata con soddisfazione dalla Flai Cgil del Veneto, impegnata nel rinnovo dei contratti integrativi provinciali con piattaforme in cui è fortemente presente la questione della legalità e rispetto ai quali il nuovo provvedimento rappresenta un supporto alle ragioni del sindacato.
“Questa legge è stata voluta fortemente dal sindacato e dalla nostra Organizzazione che da anni si batte al fianco dei lavoratori e dei braccianti agricoli”, sostiene la Flai del Veneto. Ora c’è uno strumento in più a sostegno di “lavoratori tra i più deboli, ultimi tra gli ultimi perché spesso invisibili nelle nostre campagne, sfruttati e sottopagati con orari di lavoro che superano le 12 ore per 35 euro al giorno. Lavoratori che finiscono nella rete dell’illegalità di trafficanti di senza scrupoli che offrono manodopera alle imprese a basso costo (le cosiddette cooperative senza terra)”.
“Questo provvedimento – prosegue la Flai – introduce nuovi strumenti penali per la lotta al caporalato come la confisca dei beni, l’arresto in flagranza e la responsabilità del datore di lavoro, il controllo giudiziario sull’azienda che consentirà di non interrompere l’attività agricola e la semplificazione degli indici di sfruttamento.
Il Veneto, come evidenziano episodi avvenuti a Vicenza, Padova e Rovigo, non è esente da coni d’ombra in cui si annidano situazioni di sfruttamento e illegalità con la mancata applicazione dei Contratti provinciali di Lavoro, lavoro nero ed evasione contributiva. Ma la fonte di preoccupazione maggiore è determinata dalle Cooperative che offrono manodopera alle imprese ad un costo basso generando un dumping salariale e di costi che di certo mette fuori gioco chi invece applica i contratti e la legge.
Questa legge la vogliamo dedicare a quei braccianti che non hanno fatto ritorno a casa, alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno ricevuto pochi euro dopo una giornata di lavoro fatta di negazione dei diritti e di fatica. A tutti loro dedichiamo questa legge di civiltà”.