CASE DI COMUNITÀ: ritardi che si ripercuotono sui più fragili. La Regione pianifichi risorse e assunzioni per renderle operative

CASE DI COMUNITÀ: ritardi che si ripercuotono sui più fragili. La Regione pianifichi risorse e assunzioni per renderle operative

Tiziana Basso, Segretaria generale Cgil Veneto: “Stefani ha dichiarato che le Case di Comunità saranno pronte entro fine giugno, ossia entro il limite massimo previsto dal PNRR, ma analizzando le informazioni presenti su Regis (il sistema di monitoraggio sviluppato dalla Ragioneria dello Stato), si apprende che per la maggioranza delle strutture i lavori sarebbero dovuti terminare già a dicembre del 2025 e i collaudi sarebbero dovuti avvenire a marzo. Stefani dunque conferma il ritardo certificato da Regis: come Cgil Veneto esprimiamo quindi preoccupazione perché ulteriori ritardi, inevitabili visto i tempi indicati, si ripercuoteranno inevitabilmente su cittadine e cittadini più fragili. La sanità territoriale è un’urgenza non più procrastinabile;  se si riusciranno davvero a concludere le strutture delle Case di Comunità entro giugno, cosa che auspichiamo, resta comunque il nodo centrale di come renderle effettivamente attive. Ora come ora si parla per la maggior parte di “contenitori”, ma perché queste “mura” si trasformino in strutture per la presa in carico della persona sul territorio è necessario che ci sia una pianificazione relativa a risorse, servizi da garantire e soprattutto copertura dei fabbisogni professionali, anche con nuove assunzioni di personale. Sappiamo che queste strutture dovranno reggersi sulla presenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, di cui conosciamo bene la carenza. Inoltre, nelle medesime strutture dovranno essere coinvolti anche medici specialisti, infermieri, assistenti sociali e personale di supporto, ad oggi altrettanto carenti. È dunque imprescindibile che la Regione Veneto intervenga con tempestività e determinazione perché garantire una sanità territoriale funzionante è un dovere istituzionale verso la cittadinanza. Chiediamo con urgenza un confronto sullo stato di fatto e per verificare la presenza dei servizi indicati dal Dm77 e dalla Dgr 721 del 2023, sollecitandone l’attivazione di tutti, sia quelli obbligatori che quelli raccomandati ma altrettanto importanti”.

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