Martedì 23 giugno 2026 il Sunia Cgil Veneto ha organizzato presidi davanti alle Prefetture dei capoluoghi di provincia della regione per esprimere una dura critica al “Piano Casa” varato dal Governo, giudicato del tutto inadeguato a rispondere alla drammatica emergenza abitativa che colpisce migliaia di lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie. Le ragioni della protesta si concentrano su quattro nodi cruciali del provvedimento nazionale: la progressiva dismissione del patrimonio di edilizia pubblica, la mancanza di tetti agli affitti privati, in quanto non è prevista alcuna misura di calmierazione dei canoni nel mercato privato, lasciando lavoratori, studenti e famiglie alla mercé di rincari insostenibili. C’è poi la questione dell’eccessivo affidamento ai fondi privati nazionali ed esteri con il rischio di favorire operazioni speculative, e infine il nodo del social housing: il vincolo di edilizia convenzionata cessa dopo soli 12 anni, un termine troppo breve che rischia di trasformare un intervento sociale in una mera operazione di speculazione immobiliare nel medio periodo.
Emilio Viafora, Segretario Generale del Sunia Cgil Veneto: “Il Piano Casa nazionale appare fortemente carente e del tutto inefficace per risolvere i problemi reali delle persone, un Piano casa lontano dalle esigenze reali delle persone e che è frutto del non coinvolgimento delle parti sociali. Questa scelta di esclusione delle parti sociali, in primis dei sindacati inquilini, non può e non deve coinvolgere anche la questione degli sfratti: in un momento di crisi economica come quello in cui stiamo vivendo è inaccettabile che si renda più semplice sfrattare chi è in difficoltà. Proprio per questo, diventa ancora più urgente che la Regione Veneto si assuma le proprie responsabilità: non possiamo più aspettare le risposte che da Roma non arrivano. È indispensabile che la Regione adotti immediatamente misure concrete sul territorio per contrastare l’emergenza abitativa in Veneto, stanziando risorse per il fondo affitti e investendo seriamente nella ristrutturazione degli alloggi pubblici sfitti.”