“CAPATOSTA”: DALL’ ILVA DI TARANTO A TREVISO E A MESTRE

“Capatosta – nel teatro dell’ Ilva”, lo spettacolo scritto da Gaetano Colella e messo in scena dalla compagnia “Crest-teatri abitati” di Taranto approda in Veneto con due rappresentazioni ad ingresso gratuito, domenica e lunedì prossimi, a Treviso e a Mestre.

Il racconto è ambientato in uno spogliatoio dell’Acciaieria di Taranto dove si incontrano un “storico” operaio ed un giovane laureato in economia, assunto come tanti, per sostituire il padre morto di tumore. Attorno a questa consuetudine aziendale si gioca, in fondo, l’assurdo di una terra: lo scambio consapevolmente inconsapevole tra benessere e salute, tra sicurezza economica di oggi e qualità del futuro.

Il dialogo tra i due – il capo e la matricola, il padre e il figlio, chi la fabbrica la respira da una vita e chi la guarda ancora solo da fuori – trasuda realtà ed è al contempo quasi surreale, come la poltrona che viene svelata sulla scena e che, incarnando l’appagamento del consumismo, si fa simbolo della distanza tra le due generazioni. Fumi e polveri inquinanti hanno messo sotto scacco una città intera, come è possibile, e per quali interessi poi? E come sarebbe stato possibile per chi adesso sogna di scappare da quella città, di portare via i figli da quel disastro, assaggiare un po’ di benessere, senza quella fabbrica del Sud?

Lo scambio di battute tra i due operai è un’armonia sottile tra toni ironici e drammatici, tra consapevolezza ed illusione, spezzata da qualche urlo che scuote i sensi profondi dello spettatore. “Ecco come è morto mio padre” racconta il giovane nel finale, prima che esploda la sua rabbia, mentre massaggia il collega più anziano disteso assorto sulla sua poltrona. Lo sa, lo sa bene anche lui.

Dallo scorso settembre la compagnia CREST-Teatri Abitati di Taranto sta con successo portando in giro per l’Italia questo spettacolo di teatro sociale, intenso, mai retorico, nonostante la profondità del disagio e delle ferite raccontate, nonostante i sorrisi tristi per i funerali che si susseguono come appuntamenti fissi e l’amarezza per la rassegnazione che sembra assopire le coscienze.

Non ci sono solo l’Ilva e Taranto nelle parole dei protagonisti, di cui l’autore, Gaetano Collera, è interprete con Andrea Simonetti, per la regia di Enrico Messina. Ci sono i danni del boom economico all’ italiana, il sindacato, la guerra tra il lavoro e la salute, la lotta di classe o l’idea della lotta perché la classe non c’è più, la quotidianità disillusa, ma anche i sogni e i progetti, quelli dei figli ma anche, e ancora, quelli dei padri.

Al termine della rappresentazione in programma a Treviso è previsto un breve dibattito con gli attori e l’autore, insieme a Giacomo Vendrame, segretario generale CGIL provinciale, e Paolino Barbiero, segretario generale SPI CGIL di Treviso.

 

Per maggiori informazioni sullo spettacolo:   www.teatrocrest.it/produzioni/serali/capatosta/