Bilancio regionale in ordine, ma solo grazie ai tagli sui servizi

Bilancio regionale in ordine, ma solo grazie ai tagli sui servizi

L’Assessore Calzavara usa toni celebrativi per annunciare l’approvazione del bilancio consolidato 2024, ma si guarda bene dallo spiegare che questa “solidità” è stata costruita tagliando servizi essenziali e comprimendo gli investimenti in salute e sicurezza.  In Veneto non va tutto bene come continuano a raccontare Zaia e i suoi: il problema delle liste d’attesa in sanità è lontano da una soluzione, con il personale sanitario che è vicino al burn out, la sicurezza sul lavoro continua ad essere un’emergenza con numeri di infortuni mortali tra i più alti in Italia e, dal punto di vista del lavoro, vediamo moltiplicarsi le crisi aziendali e la cassa integrazione che mette in ginocchio intere famiglie, il tutto nell’assenza completa di politiche industriali.

Come dimenticare poi la Pedemontana, opera da 2,2 miliardi di euro, con una concessione trentennale che obbliga la Regione a versare circa 300 milioni l’anno ai privati, indipendentemente dal traffico: un rischio finanziario enorme che, insieme al disinvestimento nella sanità (e alla conseguente spinta verso il privato), farà parte dell’eredità che Zaia lascerà al suo successore.

Come Cgil Veneto non staremo in silenzio mentre si celebrano bilanci, mentre si porta avanti una narrazione che è completamente scollegata dalla realtà. Al Veneto serve ben altro: più investimenti nel welfare, nella sanità territoriale, nella sicurezza sul lavoro, nel trasporto pubblico. Politiche che mettano al centro le persone, perché ci sono tanti modi per far quadrare i conti: farlo tagliando i servizi per noi è un modo inaccettabile.

Tiziana Basso, Segretaria generale Cgil Veneto

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