Abdelmajid El Khabchaveva 48 anni, ed è morto mentre lavorava. Da sette anni era in Salgaim Ecologic, non era un nuovo arrivato. Era parte di quella fabbrica, parte del lavoro quotidiano, parte della nostra comunità. È morto mentre cercava di fare il proprio dovere. Sarebbe stato possibile proteggerlo, garantirgli sicurezza, dignità? Quando un lavoratore perde la vita così, è inaccettabile parlare di una fatalità. L’organizzazione del lavoro, per antonomasia in capo alle aziende, non si può fondare sulla tolleranza del rischio, non può considerare le morti sul lavoro come un danno collaterale inevitabile.
Per questo venerdì 11 luglio FLAI CGIL Vicenza e FLAI CGIL Venezia hanno proclamato un giorno di sciopero nei due stabilimenti della Salgaim Ecologic: a Tezze sul Brenta (VI) e Lugo di Campagna Lupia (VE), con presìdi davanti alle sedi aziendali alle ore 9.00.
Non possiamo accettare che morire sul lavoro diventi normale. Non possiamo più tacere. Il lavoro deve essere vita, non morte. Non c’è più tempo: è ora di dire chiaramente che la sicurezza non è una voce di bilancio, ma un diritto fondamentale. Quando il messaggio non viene recepito, quando le istituzioni restano indifferenti, noi non possiamo fare altro che rimettere al centro la vita delle persone. Gli organi di controllo vanno potenziati e finanziati seriamente. Non è possibile che chi dovrebbe vigilare sia lasciato senza personale, senza mezzi, senza forza per intervenire. Serve una svolta, e serve subito. È fondamentale istituire tavoli tecnici periodici tra aziende, organizzazioni sindacali, RLS, RSPP e medici competenti che affrontino le tematiche legate a salute, sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro e che prevedano precise scadenze da rispettare per la risoluzione di eventuali criticità. Come CGIL, non accettiamo che ci si ricordi della sicurezza solo quando c’è un morto da piangere. Chiediamo giustizia per il lavoratore che non c’è più, chiarezza su quanto è accaduto, ma soprattutto chiediamo rispetto per chi ogni giorno entra in fabbrica, in cantiere, in un impianto e ha diritto di tornare a casa vivo. Scioperiamo perché questa morte non sia l’ennesima a finire nell’oblio. Scioperiamo perché chi lavora non può essere lasciato solo. Scioperiamo perché la sicurezza si costruisce insieme, con il confronto tra le parti e con una piena assunzione di responsabilità di tutti gli attori. Certi che nessuno possa pensare di andare avanti facendo finta di nulla, noi ci siamo e ci saremo. Con i lavoratori e le lavoratrici, per la vita, per la dignità, per il futuro.
Le Segreterie Flai CGIL di Vicenza e Venezia