Art. 177: il “miglio verde” dei Servizi Pubblici Locali?

A rischio tra i 16.000 e i 17.000 posti di lavoro in Veneto

Questa mattina, lunedì 27 settembre, organizzata dalla Filctem e dalla Cgil del Veneto, si è tenuta l’iniziativa:

“ART. 177: il miglio verde dei Servizi Pubblici Locali?” 

Sono intervenuti Giacomo Vendrame e Silvana Fanelli (Segreteria Cgil Veneto), Giacomo Possamai (Consigliere Regionale PD), Federica Stevanin (Direttrice Affari Legali e Societari Ascopiave Spa), Roberto Zanchi (Responsabile Area Nord-E Distribuzione),

Emilio Viafora (Federconsumatori nazionale), Verena Reccardini e Luca Stefanello (Filctem Cgil Veneto).

Ha concluso il convegno Ilvo Sorrentino (Segretario nazionale Filctem Cgil).

L’art. 177 del Codice degli Appalti prevede l’esternalizzazione di almeno l’80% delle attività (con importo superiore a 150.000 euro) in concessione alle aziende dei Servizi Pubblici Locali, anche qualora dovesse essere svolta da personale proprio di impresa.

Se venisse applicato – hanno lanciato l’allarme i rappresentanti sindacali –  metterebbe a rischio 150.000 lavoratori a livello nazionale, tra i 16.000 e i 17.000 a livello venetoLa proroga fino al 31.12.2022 della sua entrata in vigore è il risultato di numerose iniziative, anche di mobilitazione, dei lavoratori e delle lavoratrici, messe in campo in questi mesi per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica. Tuttavia, continuare ad andare avanti con le proroghe non è sufficiente: questa norma del codice va abrogata o profondamente modificata”.

Esternalizzare queste attività – hanno sottolineato i rappresentanti delle aziende – significa aumentare i costi nella gestione dei servizi, mettere in discussione imprese che stanno funzionando e in forse le  politiche di investimento per l’adeguamento della rete di questi servizi anche in relazione al PNRR”.

Il rappresentante del Consiglio regionale si è invece concentrato sull’assenza di regia da parte della Giunta Veneta, che ha impedito un maggior coordinamento e la possibile integrazione tra le aziende che operano sul territorio. Questo ha consentito a operatori di altre Regioni di acquisire imprese di eccellenza, riducendo il potere di influenza e di controllo dei nostri Enti locali. Si è anche impegnato a portare la questione all’attenzione delle commissioni consiliari competenti.

Federconsumatori ha insistito sul prezzo che, in caso di scelte sbagliate, verrebbe pagato dagli utenti, invitando anche le Istituzioni regionali e locali a giocare un ruolo da protagonisti nella messa a terra degli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza in questo specifico settore, e non solo, garantendo la partecipazione alle scelte dei cittadini destinatari dei servizi pubblici locali.

E’ in gioco – ha concluso Ilvo Sorrentino (segretario nazionale della Filctem Cgil) – anche la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Nonostante le molte ore di formazione che il contratto di settore impone su un tema delicatissimo come questo, gli incidenti gravissimi, spesso mortali, si ripetono. L’ultimo ieri a Palù, in provincia di Verona (dove un tecnico di Enel Energia è morto su un traliccio, folgorato da un fulmine). Le cose non potrebbero che peggiorare in caso di esternalizzazioni massicce come quelle previste dalla normativa che contestiamo. Nel sistema degli appalti e dei subappalti la logica è sempre la stessa: il massimo ribasso, la riduzione dei costi, anche di quelli che incidono sulla salute e sulla vita delle persone”.