AGROMAFIE: VENETO PARTICOLARMENTE ESPOSTO

Il volume d’affari complessivo annuale dell’agromafia è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno. E nella graduatoria delle province maggiormente esposte spiccano Verona (al terzo posto), Padova (dodicesimo), Treviso (diciassettesimo).
È quanto emerge dal quinto Rapporto #Agromafie2017 elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. Come riferisce l’agenzia di stampa Dire, nel rapporto si evidenzia che questa stima rimane, con tutta probabilità, ancora largamente approssimativa per difetto, perché restano inevitabilmente fuori i proventi derivanti da operazioni condotte ‘estero su estero’ dalle organizzazioni criminali.

Sul fronte della filiera agroalimentare – spiega la Coldiretti – le mafie, dopo aver ceduto in appalto ai manovali l’onere di organizzare e gestire il caporalato e altre numerose forme di sfruttamento, condizionano il mercato stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del nostro vero o falso Made in Italy, la creazione all’estero di centrali di produzione dell’Italian sounding e la creazione ex novo di reti di smercio al minuto.
Nel 2016 si è registrata un’impennata di fenomeni criminali con furti quotidiani. Non si tratta di “ladri di polli”, quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole.
A questi reati, secondo il Rapporto, si affiancano racket, usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione. Inoltre i poteri criminali si “annidano” nel percorso che frutta e verdura devono compiere per raggiungere le tavole degli italiani.

La graduatoria delle province italiane rispetto all’estensione e all’intensità del fenomeno agromafia nel 2016, se fotografa una concentrazione del fenomeno soprattutto nel Mezzogiorno, evidenzia la presenza nella top ten di rilevanti realtà del Nord come Genova e Verona rispettivamente al secondo ed al terzo posto dopo Reggio Calabria per i traffici finalizzati al ricco business del falso Made in Italy.

A fronte di questi dati, la Cgil del Veneto lancia un forte richiamo alla legalità.
“La particolare esposizione del Veneto alla criminalità nell’agricoltura e nell’agroalimentare – osserva Paolo Righetti, Segretario regionale Cgil – rappresenta un fattore di forte preoccupazione che si aggiunge a quanto già più volte da noi evidenziato circa la permeabilità della regione alle infiltrazioni mafiose in diversi settori di attività.
Oltre ad inquinare il mondo economico e produttivo, le attività criminali intaccano fortemente la qualità del lavoro e favoriscono fenomeni di inaccettabile sfruttamento, evasione contrattuale e contributiva, caporalato e intermediazione illecita di manodopera.

La Cgil ribadisce il proprio impegno contro le mafie e la criminalità organizzata invitando ancora una volta le istituzioni, a partire dalla Regione, e le forze sociali a sottoscrivere e dare piena attuazione ai protocolli per la legalità a tutti i livelli.
In coerenza con quello che consideriamo un nostro dovere civile ed una battaglia per la legalità e la democrazia parteciperemo numerosi il 21 marzo alla Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che quest’anno si svolgerà a Verona, la città che il rapporto Coldiretti indica al terzo posto tra le province italiane per estensione ed intensità della presenza delle agromafie”.