Una serie di iniziative di mobilitazione contro il disinvestimento industriale di Eni è stata decisa da Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil per queste settimane. Si parte giovedì 17 dicembre con una manifestazione-presidio nazionale dei lavoratori del Gruppo Eni e della società Saipem davanti la sede Eni a Milano, per arrivare allo sciopero generale del settore di 8 ore il 20 gennaio.
“L’iniziativa di mobilitazione scaturisce – dicono preoccupati i sindacati – dalla volontà assunta da questi due Gruppi di disinvestire nei settori dell’energia e della chimica nel nostro paese, producendo effetti negativi sulla tenuta e il mantenimento dei livelli occupazionali, proprio in una fase che vede l’affacciarsi di una tenue ripresa economica.
In particolare il Gruppo Eni rischia di “divorziare” dalla politica industriale del nostro Paese. Infatti, con il nuovo piano di riassetto – accusano i sindacati – principalmente rivolto ai mercati internazionali, l’ Eni abbandona la chimica, la “chimica verde” e la relega a fanalino di coda dell’Europa, crea incertezze sulle prospettive industriali di Saipem, azzera gli investimenti previsti in alcune altre importanti filiere (estrazione, raffinazione), rallenta gli impegni già presi in alcuni territori strategici (Porto Marghera, Porto Torres, Gela), con il rischio concreto di un disimpegno ed un secco ridimensionamento.
Chiediamo al Governo – insistono i sindacati – di fare chiarezza, di rispondere non solo in qualità di azionista di riferimento, ma quale soggetto regolatore della politica industriale del Paese.
Peraltro – aggiungono – non siamo i soli a chiedere chiarezza se numerosi deputati proprio sulla chimica Eni (Versalis e Syndial) hanno depositato presso la commissione Attività Produttive della Camera un atto di indirizzo che impegna il Governo ad un intervento complessivo, e se la Commissione Industria del Senato ha avviato una indagine conoscitiva su Versalis, la cui ventilata cessione di quote, visto il basso prezzo del greggio, può generare appetiti speculativi, come noi temiamo”.
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