Gli episodi che hanno visto alcuni studenti presentarsi a scuola con coltelli e tirapugni a Treviso e Verona destano forte preoccupazione e riportano al centro dell’attenzione il tema della vivibilità e tutela all’interno delle comunità educative e del benessere psicologico di chi vive la scuola.
Silvana Fanelli, segreteria regionale Cgil Veneto: “Ogni tentativo di classificare o “mappare” gli istituti come luoghi più o meno a rischio, come ha incredibilmente proposto il Presidente Stefani, deriva da una logica discriminatoria, che finisce per stigmatizzare le scuole ed etichettare i ragazzi come “delinquenti” anziché aiutarli. La sicurezza si costruisce investendo in prevenzione, inclusione ed educazione, in personale formato e ambienti in cui ciascuno possa sentirsi accolto e sostenuto. Utilizzare esclusivamente la repressione è pericoloso e controproducente”.
Michael Cacciato, Segretario generale Flc Cgil Veneto: “L’unica vera prevenzione è quella educativa: oggi più che mai è necessario avviare percorsi di educazione all’affettività, alle emozioni, al rispetto reciproco nelle scuole. Questi strumenti permetterebbero ai ragazzi di costruire relazioni sane, di riconoscere e gestire i conflitti positivamente, di contrastare bullismo, violenza e prevaricazione. Bloccare l’educazione all’affettività nelle scuole significa rinunciare alla prevenzione educativa, che è da sempre la strada più efficace per affrontare disagio.”