5.000 veneti a Roma contro il fascismo e per la giustizia sociale

Dichiarazione di Christian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto

Saranno più di 5.000 le lavoratrici, i lavoratori, i cittadini che sabato partiranno all’alba – con pullman, treni ordinari e speciali, auto private – per partecipare alla manifestazione MAI PIÙ FASCISMI di piazza San Giovanni, indetta da Cgil, Cisl e Uil.
È la reazione, unitaria, all’assalto alla sede nazionale della Cgil guidato dalle organizzazioni neofasciste una settimana fa. Un attentato non solo al più importante sindacato italiano, ma all’intero sistema democratico; un attacco senza precedenti nella storia repubblicana.
Non si è trattato di un crimine estemporaneo, ma dell’apice di un’escalation che – proprio qui in Veneto – aveva preso di mira la Cgil, con le minacce e le intimidazioni che avevano colpito le Camere del Lavoro di Padova, di Verona, di Venezia e la stessa sede regionale.
Ancor prima, durante la pandemia, erano state prese di mira le donne del sindacato, con incursioni violente in diversi webinar organizzati sui temi civili e sociali che ci stanno da sempre a cuore.
È quindi naturale che la partecipazione dal nostro territorio sia così massiccia.
Il messaggio che lanceremo sarà semplice e chiaro: le organizzazioni che si rifanno all’ideologia fascista e nazista vanno sciolte, perché incompatibili con la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, e perché non hanno diritto di cittadinanza in un paese civile.

Farlo però non basta, vanno recisi anche i rapporti che ancora legano questi soggetti e movimenti a partiti istituzionali, che siedono in Parlamento e che non possono, nel 2021, coltivare ambiguità sull’antifascismo.
Anche su questo aspetto il Veneto ha le sue problematicità, visto che alcuni esponenti di quel mondo siedono addirittura nei consigli comunali di importanti città e, non di rado, fanno anche parte delle maggioranze che le guidano.
È il momento di dire basta.

Non scenderemo in piazza solo per questo. La manifestazione di Roma si pone anche l’obiettivo di rimettere al centro del dibattito pubblico la giustizia sociale, senza la quale la destra eversiva troverà sempre benzina sufficiente ad appiccare il fuoco.
Abbiamo ricevuto tanti attestati di solidarietà da parte di cittadini, associazioni e Istituzioni, da quelle locali alla Presidenza della Repubblica.
Non possiamo che esprimere gratitudine a tutte e a tutti.
La solidarietà, però, non può limitarsi alla condanna delle aggressioni che subiamo, il sindacato va anche ascoltato, soprattutto quando si assumono decisioni che incidono sulla carne viva delle persone che rappresenta.
La politica, a cominciare dal governo, deve dare risposte urgenti sui temi cruciali per il futuro della nostra società: lavoro, pensioni, welfare, giustizia fiscale. E deve farlo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori e non contro di loro.
È questa la risposta migliore a chi pensa di approfittare della crisi sanitaria ed economica per mettere in discussione la nostra democrazia”.