26 settembre: giornata mondiale del migrante e del rifugiato. CGIL, CISL e UIL del Veneto per la solidarietà e l’accoglienza

Comunicato Stampa

“Anche quest’anno, l’ultima domenica di settembre, come accade dal 1914, la Chiesa Cattolica celebra la giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

Il messaggio di Papa Francesco, scritto in occasione della ricorrenza, si rivolge non solo ai fedeli, ma a tutti gli uomini e alle donne del mondo, invitandoli a fare delle frontiere luoghi privilegiati di incontro.

Condividiamo lo spirito di queste parole, particolarmente in un tempo in cui è molto più facile innalzare muri, che infatti si moltiplicano a ogni latitudine, piuttosto che costruire ponti, che sempre più spesso vengono abbattuti.

Abbiamo ancora negli occhi le immagini dell’aeroporto di Kabul, dove si mischiavano la speranza di partire alla ricerca di una vita migliore e la paura di rimanere imprigionati in un territorio dove la violenza imperversa da troppo tempo, cui l’intervento militare occidentale non ha affatto posto fine. Il terribile attentato terroristico che ha causato l’ennesima strage di persone inermi ha dimostrato quanto si sia distanti, in quel Paese, da una convivenza pacifica e civile.

Chi pensava di esportare i valori di libertà e democrazia con le armi ha clamorosamente fallito. Non possiamo aggiungere un ulteriore fallimento sul terreno dell’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo.

Il dovere dell’accoglienza e della solidarietà, verso gli afghani e nei confronti di tutti i popoli che vivono sofferenze indicibili, riguarda certamente le Istituzioni nazionali e locali, ma anche ciascuno di noi e l’intera società civile.

Come organizzazioni delle lavoratici e dei lavoratori, riteniamo che anche il Veneto debba fare fino in fondo la sua parte, appellandosi alla sua tradizione migliore incarnata dal diffuso tessuto associativo e di volontariato.

Cgil, Cisl e Uil sono pronte – come sempre – a collaborare per supportare l’implementazione della rete di protezione e accoglienza diffusa, che escluda le grandi concentrazioni e consenta la migliore integrazione nelle comunità locali”.

Silvana Fanelli (Cgil Veneto), Cinzia Bonan (Cisl Veneto), Lorenza Cervellin (Uil Veneto)