Crisi settori Automotive e Moda in Veneto

Crisi settori Automotive e Moda in Veneto

La Cgil Veneto esprime forte preoccupazione per i segnali di difficoltà e le criticità del settore manifatturiero in Veneto.

La crisi infatti non è più congiunturale, ma sta segnando in maniera strutturale il sistema economico e produttivo regionale. Questa preoccupazione è accresciuta dalla recente notizia dei dazi all’export manifatturiero verso gli Stati Uniti. L’export per la nostra regione rappresenta un punto di forza e il mercato americano rappresenta uno degli sbocchi principali per molti settori, a partire da quello della moda e dell’agroalimentare. Sono molte le imprese venete che hanno puntato tutto proprio sull’esportazione e ora, dopo l’impatto negativo dovuto alla recessione della Germania, subiranno anche il colpo dei dazi con le conseguenti ripercussioni su lavoratrici e lavoratori, non solo dal punto di vista di posti di lavoro ma anche per il rischio di ulteriore svalorizzazione del lavoro stesso.

Abbiamo avuto modo di ribadire questi concetti anche giovedì, durante l’incontro tra Regione Veneto e parti sociali sulla crisi dei settori automotive e moda.

Tiziana Basso, Segretaria generale Cgil Veneto: “Riteniamo fondamentale vincolare l’erogazione dei fondi europei quali FESR e FSE ad alcuni criteri come, in primo luogo, il mantenimento, e possibilmente l’incremento, dell’occupazione. Si deve poi orientare gli investimenti con politiche industriali regionali.  Abbiamo risolleccitato Regione a farsi parte attiva nei confronti del Governo per il decreto che preveda la cassa in deroga per le aziende artigiane che hanno finito gli ammortizzatori sociali. Le lavoratrici e i lavoratori della nostra regione sono in estrema difficoltà a causa di salari bassi e inflazione galoppante. Se a questo si aggiungono le continue crisi aziendali e la cassa integrazione in deroga con gli stipendi che, quando va bene, non arrivano ai 1000 euro, la situazione diventa insostenibile. Chiediamo quindi alla Regione un’integrazione per la cassa integrazione in modo da garantire, in questo periodo di crisi, un reddito decente ai lavoratori e alle loro famiglie e per evitare ripercussioni negative rispetto anche alla domanda interna. Integrazione che può essere prevista nonostante la chiusura del bilancio effettuando una semplice variazione del bilancio stesso. Serve inoltre un monitoraggio continuo e puntuale, focalizzato in particolare al settore automotive e moda unitariamente alla riconvocazione a breve dei tavoli regionali per fare il punto della situazione”.

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