VIGILI DEL FUOCO, POCHI E MAL PAGATI, IL 27 SETTEMBRE A MESTRE

I Vigili del Fuoco sono pochi, scarsamente retribuiti, con un’età media molto elevata e un sistema previdenziale inadeguato. Bisogna intervenire. Invece un anno di emergenze continue non è bastato a smuovere né il Parlamento né la Regione Veneto (unica in Italia a non aver stilato una convenzione con i Vigili del Fuoco) rispetto alle criticità che vanno via via aggravandosi.
Ora la categoria si prepara alla mobilitazione e, come primo appuntamento, tutto il personale operante in Veneto si riunirà in assemblea mercoledì 27 settembre (dalle 9.30 alle 12.00) nella sede di Mestre del Comando di Venezia.

“Si parlerà – annuncia la Fp Cgil – di temi importanti: stipendi e carriere; potenziamento degli organici; rinnovo del contratto; mancanza di una vera assicurazione contro gli infortuni”.
I fattori che hanno determinato le crescenti negatività sono molteplici, a partire dalla scarsità di risorse destinate a questa categoria dove le retribuzioni medie sono di 1.300 euro al mese per una disponibilità di 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno.
Le assunzioni sono ferme da ormai 10 anni ed il mancato turn over ha ridotto il numero di addetti di almeno un 20% rispetto ai primi anni 2.000 creando situazioni, come ad esempio quella della zona industriale di Verona (comprensiva dell’aeroporto), in cui vi sono caserme gestite esclusivamente da volontari.

“Dall’ agosto dell’anno scorso – scrive la Fp Cgil – i Vigili del Fuoco, oltre a garantire la già pesante attività di soccorso tecnico urgente, sono impegnati a dare risposte alle gravi emergenze che hanno colpito il Paese: terremoti, incendi, trombe d’aria e alluvioni hanno flagellato l’intero territorio nazionale. Una situazione che qualcuno vorrebbe definire straordinaria, ma che sta, tristemente, diventando una ordinaria attività per le squadre di soccorso, a causa, spesso, della mancata attuazione di misure di prevenzione e protezione delegate alle Regioni e agli Enti Locali attraverso i piani di Protezione Civile.

L’unico elemento straordinario vero è lo sforzo immane a cui sono chiamati i Vigili del Fuoco, pochi, scarsamente retribuiti, con un’età media molto elevata e un sistema previdenziale inadeguato.
Eppure, nonostante tutto ciò, il Parlamento non prevede alcun intervento straordinario. Altrettanto indifferente la Regione Veneto, che, nonostante ripetute sollecitazioni, non prevede alcun intervento a favore dei Vigili del Fuoco.

Adesso basta!! Il Parlamento, dopo i sacrosanti elogi, provveda a dare quelle risposte che i Vigili del Fuoco meritano e chiedono da anni, a partire da uno stanziamento di risorse adeguate a riconoscere il ruolo fondamentale ed esclusivo svolto dal Corpo Nazionale.
L’elevata professionalità e lo spirito di servizio devono trovare riconoscimento adeguato anche attraverso stipendi ben più elevati di quelli attuali, superando, da subito, la differenza economica che intercorre fra i Vigili del Fuoco e il personale transitato dall’ex Corpo Forestale.

In un Paese che ha ancora tanti sprechi, i Vigili del Fuoco sono la struttura del Pubblico Impiego su cui vengono destinate minori risorse come costo del lavoro complessivo: solo l’1,07% sul totale del pubblico impiego (1.694 mln di euro sul totale di 159.009 mln destinati al Pubblico Impiego). Un investimento così basso rappresenta una vergogna che deve essere superata immediatamente, altrimenti non ci resta che chiamare alla mobilitazione tutti i Vigili del Fuoco, per dire che un Paese sicuro non può rinunciare ad investire su questa fondamentale figura di Professionista del Soccorso”.

All’assemblea di mercoledì 27 settembre, oltre ai lavoratori i cui racconti porteranno a ricostruire il quadro completo della situazione in Veneto, interverranno Mauro Giulianella Coordinatore Nazionale FP CGIL Vigili del Fuoco, Luca Cipriani Esecutivo Nazionale FP CGIL Vigili del Fuoco, Stefano Vanin Segretario Regionale Veneto FP CGIL.