UN PIANO PER IL LAVORO NELLA CITTÀ METROPOLITANA DI VENEZIA

Nel momento in cui si sta avviando la discussione sul Piano Strategico della Città Metropolitana e mentre il percorso per la costituzione del nuovo ambito istituzionale sta progredendo lentissimamente, la Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia ha lanciato il “piano per il lavoro” (testo integrale nel sito www.cgilvenezia.it) da sottoporre all’attenzione delle realtà produttive, politiche e sociali del territorio.
Si tratta di un articolato documento sui temi dello sviluppo che la Cgil propone come “uno strumento dinamico e in divenire”, da discutere “con i cittadini e le forze del territorio per ritrovare la strada verso una stagione di crescita e di sviluppo all’altezza della storia e delle attese della realtà metropolitana”.

Il punto di partenza, come spiega la segreteria della Cgil, è la necessità di “una seria politica che metta al centro la persona” e che sia “al servizio di iniziative che vadano a sviluppare ogni aspetto legato alla piena realizzazione delle istanze di cittadinanza. Che ne stimoli le potenzialità. Che ne protegga le debolezze. Che ne sviluppi la solidarietà. Che ne persegua l’integrazione”.

Parole chiave della proposta sono sostenibilità, sviluppo, integrazione, reti e solidarietà. Fondamentale è l’interlocuzione con gli attori sociali ed al Sindaco è rivolta la richiesta del “recupero di un rapporto costante di confronto su questi temi e il coinvolgimento fattivo soprattutto nella creazione del nuovo soggetto territoriale della città metropolitana che pare ancora solamente sulla carta e senza il necessario coinvolgimento delle parti sociali che rappresentano il lavoro, le imprese e i cittadini”.

“Si deve cambiare segno – prosegue il documento della Segreteria della Cgil metropolitana – e ripensare il territorio, evitare di alimentare le divisioni e ricercare con caparbietà la più grande intesa dei soggetti della rappresentanza per costruire un progetto condiviso e un’area di condivisione che possa riallineare le forze sui grandi temi: rilancio di Porto Marghera, governo del turismo, razionalizzazione delle varie istanze del territorio, il porto, le tante eccellenze e peculiarità che vanno difese e valorizzate.
Soprattutto deve finire la logica dell’uomo solo al comando. Il sindacato esige gli spazi che gli devono essere concessi e la condivisione dei percorsi, nel ripensamento del welfare e dei servizi ai cittadini, che deve diventare pratica costante e non, come adesso, un guazzabuglio incomprensibile in cui i lavoratori e i cittadini pagano i conti più salati e si indebolisce un tessuto territoriale sempre più frammentato…

Sicuramente in questo percorso – conclude la nota della Segreteria della Cgil – non aiuta il tentativo di svuotamento che la Regione sta pensando nei confronti della Città Metropolitana con il ritiro delle deleghe in questioni centrali come l’urbanistica e il turismo, per citare solo le più importanti, ed è anche segno di debolezza della politica veneziana, di arroganza della Regione e soprattutto di mancanza di dialogo incomprensibile in una politica che sempre più rivendica autonomia e autodeterminazione dei territori. Una impostazione che tutte le forze del territorio devono contrastare perché sarebbe una ulteriore spallata alla corretta gestione della Città Metropolitana che non è per nulla decollata.”