UFFICI GIUDIZIARI: SERVONO SOLUZIONI STRUTTURALI E DI PROSPETTIVA

“La carenza di personale negli Uffici Giudiziari italiani è ormai conclamata, si aggira intorno al 30%; è destinata ad aumentare a breve in quanto l’età media dei lavoratori del settore è 56 anni”. Lo dice Assunta Motta, Segretaria Fp Cgil regionale, che interviene per denunciare una situazione che vede moltiplicarsi il ricorso a palliativi, creando precarietà su precarietà, e facendo venir meno tutele, diritti e continuità.

“Negli ultimi 20 anni – dice Motta – non si è investito e non ci sono state assunzioni o altre forme di reclutamento che abbiano potuto garantire un ricambio generazionale.
In Veneto alcune iniziative, più o meno recenti, di collaborazione tra Pubblici Uffici hanno tentato di mettere “una toppa” al grave problema.

L’anno scorso è stato sottoscritto  un Protocollo tra: il Ministro della Giustizia, il Governatore della Regione Veneto, il Presidente della Corte d’Appello e il Procuratore Generale per “rinforzare” gli organici del Ministero della Giustizia in Veneto. Accordo che prevedeva l’assegnazione a tempo di alcuni dipendenti regionali per un periodo di 12/18 mesi. Il risultato di quest’ esperienza non è ancora stato reso noto. Qualche giorno fa la notizia che la Regione ha pensato all’inserimento negli uffici giudiziari di 160 lavoratori disoccupati che usufruiscono del trattamento di integrazione salariale.

Ricordiamo – aggiunge Motta – che proprio presso gli Uffici giudiziari veneti (e non solo) operano, dal 2010, 65 lavoratori tirocinanti provenienti da aziende in crisi che hanno perso, dopo anni di lavoro in vari settori, la propria posizione professionale e reddituale.
Nell’Amministrazione Giudiziaria hanno una storia molto travagliata ancora piena d’incertezze; hanno accettato € 400,00 mensili pur di non sentirsi, ancora una volta, esclusi dal mondo del lavoro, avendo un’età per la quale sono troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per l’attuale mercato del lavoro euro al mese e non hanno contributi previdenziali. Ma, nonostante le numerosissime sollecitazioni che abbiamo rivolto al Ministro Orlando, ancora non si parla di soluzione concreta e dignitosa che risolva quest’agonia infinita. Ricordiamo che il loro contratto scadrà, ancora una volta, a brevissimo!

E infine i cosiddetti “volontari-pensionati” appartenenti ad associazioni reclutati dalle stesse che, con finanziamenti specifici, derivanti da “Protocolli d’Intesa” tra Ministero Giustizia, Amministrazioni Pubbliche e  Ordini,  utili a “rimborsare “le loro spese di attività”,  vengono adibiti ai servizi di ausilio delle cancellerie.
Riteniamo – conclude Motta – che questi “supporti” che vengono forniti all’Amministrazione giudiziaria siano solo dei momentanei palliativi che non risolvano il problema strutturale della carenza di organico! Servono invece soluzioni strutturali di prospettiva.
Non vogliamo si creino illusioni per gli LSU che si accingono ad entrare nell’amministrazione giudiziaria; è fondamentale stabilizzare i tirocinanti ormai storici, già formati e ampiamente inseriti negli uffici; si pensi finalmente ai giovani che possono dare un impulso nuovo in realtà che hanno bisogno di un ricambio generazionale e di riequilibrare l’enorme carico di lavoro che grava sul personale attualmente in servizio, che ormai si trova in una situazione di difficoltà gestionali/organizzative che ricadono ovviamente sulla qualità del servizio”.