SIGLATO IL CONTRATTO PER IL CALZATURIERO

È stata firmata il 27 aprile a Milano l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2019 del settore calzaturiero (80 mila addetti, oltre 5 mila imprese), scaduto il 31 marzo scorso.
L’intesa, siglata da Assocalzaturifici-Confindustria e Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, prevede un aumento complessivo pari a 90 euro tra minimi e welfare contrattuale. L’aumento sui minimi salariali è di 70 euro (al quarto livello), suddiviso in tre tranche.

“Anche in questo contratto abbiamo superato numerose difficoltà, soprattutto in tema di salario, trovando una soluzione condivisa tra le parti e ripristinando quel clima di buone relazioni industriali solido e partecipativo che ha contraddistinto il settore in tutti questi anni” dicono i segretari nazionali di Filctem-Cgil Stefania Pomante, di Femca-Cisl Mario Siviero e di Uiltec-Uil Riccardo Marcelli. “Inoltre l’impegno sottoscritto per un protocollo sulla legalità – aggiungono – è un segnale importante e qualificante perché testimonia una convergenza tra associazioni imprenditoriali e sindacati non solo di interessi, ma anche di principi”. Ora, concludono i segretari, il reddito “di migliaia di lavoratori delle calzature e il loro welfare contrattuale è salvaguardato, dopo anni di crisi che lo aveva falcidiato”.

Sul versante del welfare contrattuale viene finalmente istituito il Fondo integrativo sanitario di settore (12 euro a carico delle imprese) ed è previsto un incremento (+0,5 per cento) per il Fondo pensionistico complementare “Previmoda” a totale carico delle aziende.
Per le imprese che ancora non esercitano la contrattazione di secondo livello viene riconosciuto un elemento di garanzia retributiva: 200 euro dal 2017; 250 euro dal 2018; 300 euro dal 2019.
La contrattazione di secondo livello viene arricchita con materie come le staffette generazionali, l’occupazione giovanile, il consolidamento a tempo indeterminato dei contratti atipici (massimo il 30 per cento la somma dei tempi determinati e somministrati, per quello in somministrazione fino al massimo del 10 per cento), la possibilità di attivare forme di “smart-working” (lavoro agile, ndr).

Sul piano normativo l’intesa prevede un ulteriore miglioramento delle relazioni industriali e della responsabilità sociale dell’impresa, puntando sulla piena operatività dell’Osservatorio nazionale e sul suo monitoraggio per le politiche di sviluppo delle produzioni in Italia e sulle condizioni per facilitare iniziative di “reshoring” (il ritorno a casa di produzioni oltre confine, ndr).

Una vera e propria novità arriva dai diritti: il part-time sale dall’ 8 al 12 per cento e diventa vincolante in caso di figli con handicap fino a 13 anni di età. Fortemente voluto il congedo parentale, che diviene obbligatorio per il padre. Normato anche il percorso per le adozioni internazionali. Infine c’è l’impegno delle parti a intervenire a livello ministeriale per far fronte al problema della ciclicità in caso di richiesta di ammortizzatori sociali.