Sentenza tribunale Venezia in sede civile n. 1338-2020

Il Tribunale civile di Venezia ha condannato il Comune di Venezia e ACTV s.p.a., in solido tra loro, a pagare alla vedova e alle due figlie di un ex dipendente deceduto per mesotelioma maligno la somma complessiva di circa euro 700.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale per la perdita del loro congiunto.

Tale giudizio, radicato dalle tre eredi dopo il decesso del lavoratore, è il secondo promosso contro le due ex datrici di lavoro; il primo giudizio, promosso avanti il Giudice del Lavoro del Tribunale veneziano, era stato radicato dal lavoratore stesso quando ancora era in vita è si era concluso con un accordo: in quel caso, le due ex datrici di lavoro avevano corrisposto un importo di circa 150.000,00 euro.

Nel corso del lungo rapporto di lavoro, instaurato nel corso del 1960 con la municipalizzata di allora ACNIL e proseguito con ACTV s.p.a. a partire dal 1978, il lavoratore aveva operato fino al 1989 in veste di “motorista”, addetto alla manutenzione dei mezzi della flotta navale impiegata per il servizio di trasporto pubblico della città lagunare e successivamente, fino al pensionamento, in veste di comandante di macchina.

Nell’intero periodo di lavoro, e soprattutto fino al 1989, il lavoratore è stato massicciamente esposto alle polveri di amianto, sia in via diretta sia perché operava a fianco dei colleghi di lavoro con analoghe mansioni.

La documentazione prodotta nel corso del giudizio dagli eredi dimostrava una massiccia esposizione di tutte le maestranze addette al “settore navigazione” fino ai primi anni ’90, ma anche oltre: l’amianto era impiegato in misura ingente, a causa delle sue caratteristiche tecniche, sia come rivestimento di larga parte delle componenti dell’apparato motore deli mezzi della flotta navale, sia come rivestimento delle strutture stesse.

La causa è stata istruita con l’interrogatorio di alcuni ex colleghi del lavoratore deceduto e con l’espletamento di CTU medico legale che confermava, smentendo la tesi difensiva delle due ex datrici di lavoro, la correlazione causale tra la malattia e l’esposizione alle polveri.

La controversia è stata patrocinata dal Patronato Inca Cgil di Mestre-Venezia e dall’Avvocata Marta Capuzzo dello studio legale Moro,  Foro di Padova.