QUESTA NON E’ UNA “BUONA SCUOLA” E GLI INSEGNANTI VENETI MANIFESTANO DAVANTI AL PALAZZO DEL CINEMA VENERDI’ 4 SETTEMBRE.

Riprende, come annunciato a giugno, la mobilitazione contro la legge sulla scuola e le prime battute nel Veneto sono in grande stile. Si comincia martedì 1 settembre con un presidio davanti all’Ufficio Scolastico Regionale per arrivare, il giovedì, ad una manifestazione davanti alla Mostra del Cinema cui si attendono diverse centinaia di persone. L’appuntamento per chi arriva da fuori Venezia è a al terminal di Fusina (ore 15) da dove partiranno due motoscafi da 100 posti l’uno per raggiungere il Lido. Ad essi si aggiungeranno i manifestanti giunti direttamente dalla città e dall’entroterra per andare in corteo davanti alla sede della Mostra dove si svolgerà quella che Cgil Cisl Uil Snals e Gilda definiscono “tutta una mini serie di iniziative”, accompagnata da sit in e volantinaggi.

Oltre alla contrarietà allo spirito della legge di riforma, le organizzazioni sindacali puntano il dito sulla questione delle stabilizzazioni. “I 100.000 precari da assumere – spiegano – sono in realtà docenti stabilizzati su posti che ogni anno erano liberi per le supplenze. Solo dopo la sentenza della corte di giustizia europea i 100.000 precari da assumere stanno esercitando un diritto negato per anni”. Ma c’è di più. “L’iniquo e macchinoso sistema previsto per la stabilizzazione – osservano i sindacati – è fonte di confusione, di prevedibili contenziosi, di trasferimenti imposti sotto ricatto. A farne le spese saranno, oltre agli interessati, gli studenti e le famiglie”. Quanto al cosiddetto “organico potenziato, che dovrebbe servire a promuovere 18 attività diverse, “in realtà sarà prioritariamente impegnato per coprire le supplenze degli insegnanti assenti”. Altro fatto gravissimo è che la legge di riforma, assecondata in ciò dalla Legge di Stabilità, prevede la non sostituzione fino a 7 giorni dei collaboratori scolastici e la non sostituzione sine die del personale amministrativo. “Questo fatto – scrivono i sindacati – unito al blocco delle immissioni in ruolo per il personale ATA porterà il caos nella gestione delle scuole”.