PUBBLICO IMPIEGO: ORA IL CONTRATTO. RSU A MILANO PER VARARE LA PIATTAFORMA.

 

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che dà forza alle ripetute denunce del sindacato circa l’illegittimità delle pesanti restrizioni operate in questi anni sul pubblico impiego, Cgil Cisl Uil della funzione Pubblica rilanciano sul contratto che chiedono di rinnovare in tempi brevissimi.

Lo fanno a partire da tre grandi assemblee organizzate unitariamente a partire da oggi (1 luglio) a Milano (cui partecipa anche il Veneto), passando per Roma il 2 luglio, e chiudere a Bari il 3 luglio. Lo scopo è dar vita ad un ampio confronto e discutere le richieste da inserire nella piattaforma per il rinnovo dei contratti nazionali del pubblico impiego.

“La Consulta – avverte Rossana Dettori, Segretaria Generale della Fp Cgil nazionale – ha sancito un principio, ovvero che è incostituzionale bloccare così a lungo il contratto dei lavoratori pubblici. Poche, ma chiarissime parole – dice – Ora attendiamo di leggere la sentenza per intero. Ma l’ orientamento è chiaro, il blocco non è legittimo e va rimosso”.

Sui lavoratori pubblici gravano 6 anni di blocco della contrattazione che ha portato ad una perdita di circa 4.000 euro medie a testa.

In questo periodo il sindacato non è stato a guardare. “Abbiamo rivendicato pressoché quotidianamente il rispetto di un diritto” dice Dettori, ricordando come per tutto questo periodo il paese abbia attraversato – e tuttora attraversi – una crisi pesantissima “che proprio sul pubblico ha dispiegato i suoi peggiori effetti in ragione di politiche di austerità che, oltre a colpire i lavoratori, si sono abbattute come una scure sui servizi pubblici. Il tutto senza contare che in questi anni i governi che si sono succeduti hanno invano tentato di riformare la pubblica amministrazione, facendone in realtà terreno di scorribande della politica”.

Contratto subito, quindi, vuol dire anche riformare la pubblica amministrazione attraverso il ruolo del sindacato e la partecipazione dei lavoratori.

“Per questo – spiega Dettori – con la piattaforma contrattuale si intende invertire la logica fin qui seguita e mettere al centro le relazioni sindacali e le materie delle contrattazione, partendo dal tema dell’ organizzazione del lavoro, il solo possibile strumento che permette di governare e cambiare i luoghi di lavoro”.

Quanto ai contratti, si ipotizza la loro riduzione a 5: enti locali, funzioni centrali, sanità e contratti di filiera, igiene ambientale, in base al principio per cui i lavoratori che operano negli stessi sistemi hanno le stesse professionalità.

Ad esempio il contratto unico per la sanità, dice Dettori, “ dovrà tenere assieme i lavoratori pubblici, quelli privati, fino a quelli della cooperazione, perché sono tutti lavoratori che svolgono quelle funzioni pubbliche che garantiscono il diritto costituzionalmente riconosciuto alla salute. La differenza, in questo caso, la fa il datore di lavoro, ovvero il costo del lavoro. In questo modo si potrebbe superare ogni forma di dumping contrattuale”.

Non mancherà l’attenzione ai temi della lotta alla corruzione e della cattiva gestione dei servizi.
“I quotidiani fatti di mala politica, da noi troppo spesso denunciati – osserva Dettori – dicono quanto sia fondamentale trovare dei meccanismi che ci possano permettere di intercettare e di prevenire i fatti di malcostume. Anche qui, riteniamo che il solo strumento possibile per affrontare e sconfiggere corruzione e mala gestione sia la contrattazione”.