NUOVI TIROCINI: UTILIZZO SELVAGGIO NEL LAVORO STAGIONALE?

Bisogna correggere le linee guida sui tirocini varate dalla Conferenza Stato Regioni, altrimenti si rischia di favorire lo sfruttamento dei ragazzi coinvolti. Questo l’allarme lanciato dai segretari confederali della Cgil, Giuseppe Massafra e Tania Scacchetti, e ben presente anche nel Veneto dove è in programma per i prossimi giorni la riunione della sottocommissione regionale che dovrebbe introdurre nell’ordinamento veneto (la materia è infatti di competenza delle Regioni) le nuove norme.

In particolare, come spiega Fabrizio Maritan, responsabile del dipartimento mercato del lavoro della Cgil veneta, desta preoccupazione la possibilità che viene introdotta per le aziende stagionali (hotel, pensioni, campeggi, agenzie turistiche, ecc.) di poter ospitare tirocinanti. Insomma, proprio nel comparto che ha finora attinto a pienissime mani ai voucher, ora si possono assumere i “tirocinanti” anche se non si occupa nessun dipendente a tempo indeterminato. “Se in Veneto dovesse passare questo provvedimento – dice Maritan – ci potremmo aspettare un incremento dei tirocini soprattutto nei periodi estivi, in sostituzione di contratti più strutturati, anche perché è molto difficile in aziende stagionali stabilire se i tirocinanti stanno “ricoprendo ruoli o funzioni proprie del soggetto ospitante”.

“Le nuove linee guida sui tirocini extracurricolari allontanano ulteriormente questo strumento dalla sua funzione originaria – spiegano Massafra e Scacchetti – favorendo sfruttamento e precarizzazione a danno delle nuove generazioni e della qualità del lavoro nel Paese”. Quanto alla Cgil, metterà in campo “tutte le iniziative utili affinché, in questi mesi prima del recepimento da parte delle Regioni, siano definiti i necessari correttivi”.
Massafra e Scacchetti mettono anche in evidenza come le nuove linee guida siano state definite senza alcun confronto con le parti sociali, pur intervenendo su un tema (quello dei tirocini) “cruciale per offrire accrescimento delle competenze e maggiori opportunità occupazionali”.
All’interno del provvedimento vi sono anche alcuni aspetti positivi: “viene normato il tema dell’interruzione, il ruolo e la funzione dei tutor, vengono aboliti i tirocini per i professionisti abilitati, si inibisce la possibilità di realizzare più di un tirocinio con la stessa azienda, viene definito un sistema sanzionatorio, seppur ancora da definire e quindi facilmente aggirabile”.

Ma il giudizio generale resta “molto negativo”, non solo per la possibilità di utilizzo nei lavori stagionali ma anche, ad esempio, per la possibilità di allungamento fino a dodici mesi del tirocinio. Insomma, queste misure “rischiano di essere vere e proprie trappole di sfruttamento per una generazione di cui si parla molto, ma a cui le politiche messe in campo finora hanno offerto poche occasioni di miglioramento della propria condizione”.