Non si gioca con la roulette russa sulla salute di cittadini e lavoratori

Caro Zaia, non si gioca alla roulette russa con la salute dei cittadini e dei lavoratori veneti.

Dichiarazione di Christian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto:

Sono molto preoccupanti le parole utilizzate dal Presidente della Regione Veneto per commentare le aperture indiscriminate di lunedì 18 maggio. Chi ha la massima responsabilità sulla salute dei cittadini e dei lavoratori veneti ha parlato di roulette russa, perché il pericolo non è ancora passato e il virus è come un cecchino.
Luca Zaia ha spinto più di chiunque altro per forzare i tempi e chiudere definitivamente la fase delle restrizioni assunte per contrastare l’epidemia.
Non solo, ha chiesto e ottenuto che fossero disattese le indicazioni del comitato tecnico scientifico sulle misure da adottare negli esercizi commerciali per garantire la sicurezza di chi ci lavora e di chi li frequenta. Dipendesse da lui, si riaprirebbero fin da subito sia i confini regionali che quelli nazionali. E sarebbero già partiti i centri estivi per i bambini.

È stato, in definitiva, il massimo teorico del liberi tutti. Ci aspettavamo che rivendicasse queste posizioni sulla base di solide convinzioni circa la possibilità di ripartire con le massime garanzie.
A leggere le sue inequivocabili dichiarazioni, risulta evidente che non è così. Nè tranquillizzano i generici appelli ad essere responsabili. Il primo responsabile deve essere lui e i suoi compiti sono ben superiori a quelli che si attribuisce.

Siamo ancora ben lontani dall’applicare i protocolli su salute e sicurezza sottoscritti dalle parti sociali in tutti gli ambienti di lavoro.
Manca ad esempio la costituzione dei comitati territoriali che devono vigilare sul rispetto delle regole nelle tante realtà produttive piccole e piccolissime dove non è possibile costituire i comitati aziendali. E i ritardi sono dovuti anche alle resistenze di alcune associazioni datoriali. Intervenga, il Presidente, per sbloccare la situazione, per convincere le nostre controparti che le misure di prevenzione si attuano, senza se e senza ma.
Ci sono molti dubbi sulla possibilità di effettuare tutti i controlli che servono affinché nessuno possa venire meno ai propri doveri. La Regione li garantisca.
Analogamente, non c’è stata alcuna riorganizzazione del trasporto pubblico locale, con i rischi evidenti di sovraffollamento.

È preciso dovere di chi governa il Veneto assicurare tutto ciò che serve per evitare il riaccendersi dei focolai di contagio. Non è certo sufficiente l’impegno a intervenire ex post per spegnerli.
Questa non è una partita a poker, non sono ammessi bluff. Non si può giocare con la salute delle persone. Si rispetti almeno il sacrificio degli operatori sanitari facendo di tutto per prevenire una nuova ondata di ricoveri che travolgerebbe un personale già allo stremo”.