NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DI HERA

Appello al comune di Padova perché non ceda le quote della multiutility. Il 28 aprile presidio a Bologna con Susanna Camusso.

Mentre grandi Comuni come Bologna ed Udine hanno escluso di alienare le quote di Hera in proprio possesso, la giunta comunale di Padova ha deciso per la cessione di una parte consistente delle proprie quote, favorendo la privatizzazione dell’azienda. Così, a poco più di due anni dall’ incorporazione di AcegasAps in Hera, si ribaltano principi e criteri legati alla natura e alle prerogative della multiutility, che fornisce i servizi ambientali, idrici ed energetici in moltissimi Comuni.

Sulla vicenda, ed in vista della riunione del Consiglio Comunale che domani, 23 aprile, è chiamato a ratificare le decisioni della Giunta, interviene il segretario Generale della Cgil di Padova Christian Ferrari. “Il piano proposto dai vertici di Hera – dice – prevede una discesa della quota pubblica dal 51% di oggi al 38% nel 2018. Così facendo l’ assetto societario verrà ribaltato, portando il pubblico al 38% e il privato al 62%. In questo modo si verrebbe meno all’ accordo sottoscritto, a febbraio 2013, tra AcegasAps e Hera, nel quale si stabiliva che la proprietà pubblica non sarebbe mai potuta scendere sotto il 51%. Per questo motivo chiediamo al sindaco Massimo Bitonci di far rispettare quel patto e di non permettere la privatizzazione, di fatto, della società”.

Intanto sulla vicenda sono mobilitati i lavoratori che, sotto le bandiere della Cgil, hanno già messo in cantiere un presidio, cui prenderà parte anche il Segretario Generale Susanna Camusso, per il 28 aprile a Bologna davanti alla sede della multiutility in occasione della riunione societaria chiamata ad approvare le modifiche statutarie a partire dalla riduzione della quota pubblica.

“La privatizzazione – è lo slogan – fa acqua da tutte le parti”.