MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: SI DIANO RISPOSTE AI TIROCINANTI

Sulla situazione dei tirocinanti del Ministero della Giustizia interviene la Segretaria regionale della Fp Cgil, Assunta Motta. “Anche per il 2017 – dice – il Governo ha inserito nella Legge di stabilità la proroga del tirocinio per un massimo di 12 mesi per i soliti tirocinanti/precari del Ministero di Giustizia, ma a tutti gli effetti lavoratori, cinquantenni provenienti da situazioni fallimentari, che da anni lavorano all’interno degli Uffici Giudiziari, dapprima come LSU, poi con progetti formativi e per ultimo tramite selezione nel fantomatico Ufficio del Processo, che esiste come nome e in forma virtuale poiché a tutti gli effetti non è stato ancora strutturato completamente.

A fine Novembre 2016 è terminato il precedente ed ennesimo Tirocinio annuale che ha riconosciuto ai tirocinanti di giustizia un attestato e 6 punti di preferenza in caso di concorso presso una qualsiasi pubblica amministrazione. Nello stesso mese – aggiunge Motta – è uscito un Bando di concorso per 800 posti di Assistenti giudiziari, ma i requisiti richiesti per la partecipazione sono: il Diploma quinquennale, la conoscenza di materie giuridiche ampie e molto complicate (da imparare nel giro di pochi mesi senza una preparazione almeno di base) e la conoscenza di una lingua straniera. Per questi motivi, molti dei tirocinanti non hanno nemmeno potuto presentare domanda, demotivati dalle conoscenze richieste e soprattutto dal fatto di dover competere con molti giovani laureati o neodiplomati, di certo più freschi di studio e di conoscenza delle materie richieste. Quindi, questi i tirocinanti ancora una volta sono stati messi nelle condizioni di essere considerati lavoratori a tutti gli effetti. Fanno parte dell’amministrazione giudiziaria che non può fare a meno del loro lavoro, svolto in modo egregio, come spesso riconosciuto dai propri Dirigenti o Presidenti di Tribunale. Le domande di partecipazione al Concorso sono state stimate in 340.000, e il Ministro ha detto che cercheranno di chiudere le selezioni entro Luglio o Settembre. E intanto chi porta avanti il lavoro e pure l’arretrato che c’è e che si creerà nel frattempo? I soliti tirocinanti richiamati, invitati a far domanda di proseguimento del tirocinio nella stessa cancelleria di provenienza, che purtroppo non avendo scelte diverse si trovano nella condizione di proseguire accontentandosi anche di una Borsa di Studio di €400, pur di non sentirsi esclusi completamente dal mercato del lavoro, perché di certo con 400 euro non ci si campa!

Da poco è stato celebrato l’anno giudiziario che, per diversi motivi e in segno di protesta, non ha avuto grande partecipazione. In quest’occasione le lamentele sono state molte:  in Veneto è stato detto che la situazione della carenza di personale amministrativo è  addirittura drammatica; il Procuratore Generale di Milano ha affermato – quasi sorridendo con sarcasmo – che è troppo esiguo il numero di Assistenti giudiziari che saranno selezionati in tempi biblici, e che la previsione  corrisponde a un decimo del reale fabbisogno, per far funzionare veramente in modo efficiente la macchina della giustizia, infatti, lo scoperto è stato stimato in 9000 unità.

Ora – conclude Motta – i tirocinanti di tutta Italia, che sono circa 1500 e in Veneto circa 70, chiedono con forza che si trovi la volontà politica di riconoscere in modo concreto il lavoro svolto e la professionalità acquisita. Sono lavoratori che già hanno sofferto per la perdita del proprio impiego, che però non si sono arresi ed hanno creduto in un Ministero che dice di averli formati, ma in realtà li sta utilizzando ancora sotto il pseudo nome di “progetto formativo” intendendo portare avanti il precedente percorso, non riconoscendo uno stipendio adeguato, nessun diritto, nessuna tutela né contributi previdenziali a questi lavoratori che così non potranno mai raggiungere l’età pensionabile”.