Domani si terrà lo sciopero dei lavoratori della Fenice, per responsabilità della Dirigenza del Teatro e del Sindaco di Venezia. Come Sindacato – dichiarano Daniele Giordano Segretario Generale Cgil Venezia e Nicola Atalmi Segretario Generale SLC Veneto – abbiamo più volte sollecitato la Direzione a riprendere il dialogo, e chiesto all’Amministrazione Comunale di favorire il confronto. Purtroppo ,i lavoratori e la Rsu si sono trovanti da un lato di fronte ad una Direzione chiusa al dialogo, che ha attuato atteggiamenti vessatori nei confronti del personale e dall’altro ad un Sindaco che, come sentito nel suo intervento in Città Metropolitana, ha preferito insultare e dileggiare le lavoratrici e i lavoratori.
La Direzione ha scelto volutamente di non fare un negoziato con i Sindacati: lo stato di agitazione aperto prima dell’estate ha portato ad una convocazione un mese e mezzo dopo, dimostrando il totale disprezzo per la Rsu e per i lavoratori. Oggi Ortombina saluta tutti, addirittura facendo la morale ai lavoratori sull’utilizzo delle risorse pubbliche, quando invece dovrebbe riconoscere che i risultati che la Fenice ha ottenuto sono proprio frutto della dedizione, della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci sembra inoltre opportuno sottolineare come il danno economico e di immagine che subiranno la città e il teatro, si sarebbe potuto evitare semplicemente prendendo in considerazione alcune richieste dal costo irrisorio. La Direzione del Teatro ha cercato in questi giorni di ricondurre le ragioni dello sciopero a richieste inaccettabili, rappresentando i lavoratori della Fenice come se percepissero indebitamente doppie retribuzioni. La verità è distante anni luce dal racconto che è stato fatto, i lavoratori hanno sempre rivendicato un piano di assunzioni reale, che ristabilisca un organico adeguato e dia stabilità a tutte le professionalità che continuano ad essere precarie. In queste ore la Rsu aveva anche inviato alla Direzione una richiesta di ripresa del confronto, che affrontasse il tema dei permessi artistici (che non sono doppie indebite retribuzioni ma una norma contrattuale autorizzata dalla Dirigenza!); l’utilizzo della flessibilità per il personale ed in particolare per i tecnici sulla base delle indicazioni dei responsabili. Tutti volevano evitare lo sciopero, ad eccezione di chi vuole piegare e umiliare i lavoratori, di chi in tutti questi mesi ha scientemente evitato di rasserenare il clima e adesso raccoglie la tempesta che ha seminato. Da anni le relazioni sindacali sono deterioriate. Il Sovrintendente e la Dirigenza abusano del senso di responsabilità dei lavoratori, per anni non è stata data mai nessuna risposta, ed è offensivo che con lavoratori precari e una situazione di carenza cronica di organico, Ortombina minimizzi la situazione umiliando ancor di più chi lavora. La Direzione – concludono Giordano e Atalmi – non ha dato alcuna disponibilità assumendosi tutta la responsabilità di questo sciopero e dimostrando la propria totale incapacità a ripristinare un clima di confronto adeguato. Invitiamo le istituzioni a procedere celermente alla nomina del nuovo sovrintendente, perché questi giorni dimostrano che chi ha in capo l’attuale direzione ha già i suoi pensieri altrove e che il Sindaco purtroppo non ha alcuna volontà di ripristinare il dialogo tra le parti.