MENSE IN SCIOPERO PER IL CONTRATTO

sciopero mense - il piatto piangePRESÌDI NELLE PIAZZE VENETE CON FRITTELLE E VIN BRULÈ

Venerdì magro, il 5 febbraio, nelle scuole, negli asili e nelle aziende per lo sciopero delle mense che in Veneto riguarda circa 10.000 addetti. Interessati anche ospedali e case di riposo dove però vi è il vincolo della garanzia dei servizi essenziali.

Al centro dell’agitazione, la vertenza per il rinnovo del contratto, scaduto da ben 32 mesi e col negoziato ora interrotto a fronte di pretese aziendali che produrrebbero un arretramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori e di una indisponibilità ad erogare, dopo 3 anni, un aumento salariale quanto meno dignitoso.

Sostanzialmente Angem e Aci (cooperazione) pongono una serie di questioni che porterebbero ad una riduzione del costo del lavoro, alla revisione della clausola sociale (diritto al mantenimento del posto) nei cambi di appalto, ad un abbassamento di tutele collettive ed individuali, a partire dalla malattia.
Il tutto, per altro, in un settore dove le retribuzioni sono basse, prolifera il lavoro a part time per poche ore ed in molti casi vanno messi in conto diversi mesi all’anno di sospensione lavorativa, oltre alla presenza di cooperative spurie e lavoro nero.

“Anche nel caso delle mense – spiega il segretario Generale della Filcams Cgil del Veneto, Emilio Viafora – abbiamo assistito ad una disgregazione e proliferazione contrattuale, con le associazioni datoriali che prima aderivano ad un unico contratto del turismo ed ora procedono per trattative separate. Così, mentre già dal 2014 abbiamo un accordo con Federalberghi, con le altre associazioni (tra cui Angem e Aci) le trattative sono in alto mare e nel caso delle mense siamo arrivati alla rottura. Insomma, un copione che ricalca la vicenda del commercio.

sciopero mense - il piatto piangeStupisce che qualcuno venga a farci lezioni, quando assistiamo ad una continua moltiplicazione contrattuale dovuta alle divaricazioni delle associazioni datoriali. A conti fatti, in Italia vi sono 599 diversi contratti di lavoro in vigore (diventano 743 aggiungendo enti ed istituzioni private), quando ne basterebbero una ventina articolati per grandi comparti. Alla base di ciò vi è un problema di misurazione della rappresentanza, sia delle organizzazioni sindacali che delle associazioni di impresa. Sui criteri per farlo vi sono accordi stipulati tra le parti sociali e sarebbe opportuno che il Governo, anziché sbizzarrirsi su come inserirsi in materie proprie della contrattazione, adotti una legge che recepisca quelle intese.
Intanto – annuncia Viafora – proprio sulla vicenda relativa ai contratti, la categoria sta facendo una valutazione complessiva. Nel terziario privato vi sono attualmente 11 vertenze aperte (turismo, commercio, multiservizi, mense, vigilanza, studi professionali, ecc) con i lavoratori mobilitati, a partire dal commercio dove sono stati fatti due scioperi sotto Natale”.
Quanto ai lavoratori delle mense, in molte città accompagneranno la giornata di sciopero con presidi, volantinaggi, gazebo. Per l’occasione hanno preparato slogan e manifesti: “il piatto piange” sta scritto sotto l’immagine di una fondina in lacrime, e su un’altra fa invece triste mostra di sé una lisca di pesce. Certamente le proposte delle controparti vorrebbero ridurli così!

LE INIZIATIVE NELLE PIAZZE CITTADINE
OFFRENDO FRITTELLE E VIN BRULÈ:
Treviso – piazza Borsa dalle 10.00 alle 13.00
Padova – piazza Garibaldi (davanti alla Rinascente) dalle 9.30 alle 12.30
Mestre – piazzetta Coin volantinaggio, gazebo con frittelle dalle 10.00 alle 12.00
Vicenza e Rovigo – volantinaggi nei mercati