LUNEDÌ SCIOPERO DEGLI EDILI

50.000 I LAVORATORI INTERESSATI IN VENETO

In edilizia si continua a morire sul lavoro, mentre il numero degli infortuni e delle malattie professionali connota questo settore come quello più esposto ai rischi per l’incolumità e la salute di chi vi opera.

I dati sono drammatici e seguono un trend in crescita. Nella regione ogni anno oltre 110 persone perdono la vita sul lavoro, ed ogni giorno lavorativo si fanno male più di 280 occupati, per un totale di circa 75.000 infortuni l’anno. Di questi uno su quattro riguarda il comparto delle costruzioni, un settore particolarmente colpito non solo per la gravosità del lavoro, ma anche per il calo degli investimenti in sicurezza, per la strutturazione in sub sub appalti, per la presenza di lavoro irregolare. Tutti fattori cresciuti negli anni della crisi e che hanno portato al drammatico dato di un incremento del 28% degli edili morti sul lavoro nell’ultimo anno.

Di fronte a questa situazione Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil hanno proclamato per lunedì 7 novembre un’ora di sciopero in tutti i cantieri, a coronamento di una campagna di assemblee in cui si è discusso di sicurezza per oltre un mese con i lavoratori della regione.

I punti sollevati dal sindacato sono molti e riguardano la qualità dei controlli e della prevenzione, la qualità delle aziende, la contrattazione.
Innanzitutto – sostengono – occorre rafforzare il sistema ispettivo, a partire dagli organici degli Ispettorati drasticamente ridottisi negli ultimi anni, mentre dal lato del lavoro vanno rafforzati i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza, sia nei singoli cantieri (o aziende) che nel territorio perché svolgono un’opera fondamentale per il contrasto dei rischi. Il Veneto sta facendo passi importanti. Già si può contare su una valida rete di Rappresentanti alla Sicurezza, soprattutto territoriali, ed oggi si sta lavorando per integrarla e coprire adeguatamente tutto il territorio regionale sia nel comparto artigiano che industriale.
L’altra gamba riguarda la partita contrattuale, sia nazionale che regionale, per conseguire risultati più avanzati su queste materie.

La frammentazione del settore, i tanti casi di irregolarità che si nascondono fra le sue pieghe fino ai gravi episodi di illegalità e corruzione emersi anche nel Veneto, pongono non solo al sindacato ma anche alle istituzioni e all’intera società il problema della qualità degli appalti che va di pari passo con la qualità del lavoro e delle imprese.
A tale proposito Cgil Cisl Uil di categoria sostengono l’esigenza di completare le norme sulla “patente a punti” per la selezione delle imprese, di definire norme premiali per le aziende che dimostrino di essere regolari, di ripristinare il Durc (documento unico per la regolarità contributiva) nella formulazione originaria ed includere la certificazione della congruità.

Infine, si tratta anche di rendere accessibile il pensionamento ai lavoratori più anziani che risultano essere i più esposti ad infortuni e morti sul lavoro. L’Ape agevolata (che dà la possibilità di andare in pensione con qualche anno di anticipo) deve essere adeguata alle particolari condizioni dell’edilizia, tenendo conto che i requisiti richiesti escludono gran parte della categoria a causa della discontinuità del lavoro, e deve essere applicata per importi pensionistici superiori a quelli indicati. Insomma, occorrono dei passi in avanti per dare una risposta concreta alle migliaia di operai edili con più di 60 anni che stanno ancora sulle impalcature.