Firmato in Regione un protocollo d’intesa per contrastare il caporalato

È stato sottoscritto questa mattina un accordo tra parti sociali, regione Veneto ed istituzioni preposte per contrastare il fenomeno del caporalato. Una piaga più  volte emersa in questi anni nelle campagne venete come hanno messo in luce numerose inchieste ed accertamenti degli ispettorati. Soddisfazione è espressa da tutte le parti firmatarie ed in particolare dal segretario generale della FLAI CGIL regionale Andrea Gambillara. Questa la sua dichiarazione:

Sottoscritto oggi presso la sede della Regione del Veneto il Protocollo di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. In un contesto che vede l’agricoltura veneta al secondo posto in Italia come contributo all’economia, con una occupazione di 174.00 addetti, in 65.000 aziende, dei quali oltre 84.000 dipendenti ma che negli ultimi anni si è però dimostrato anche un contesto vulnerabile, in certi casi, ai fenomeni di sfruttamento e caporalato. Questo ulteriore strumento, di durata triennale, si aggiunge a quelli già presenti nei contratti ed alla legge 199/2016. Con l’importante azione di catalizzatore dell’Unità di Crisi della Regione, si è giunti alla sintesi delle sensibilità e dell’impegno nel contrasto ai fenomeni degenerativi del lavoro in agricoltura. Tutti i soggetti sottoscrittori, OO.SS. ed Associazioni di categoria ma anche e soprattutto Istituzioni (Regione, INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro, Anpal e Veneto Lavoro) hanno rinnovato gli impegni operativi da attuare nel territorio per una concreta azione preventiva e di contrasto, sia attraverso la condivisione di banche dati ( a vantaggio anche di una sempre migliore attività ispettiva) sia con l’attivazione delle sedi territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità, con il possibile coinvolgimento degli Enti bilaterali, in attuazione della lg.199/2016. Il contributo di Anpal offre la possibilità di attuare un agevole incontro tra domanda e offerta di lavoro, fino ad oggi elemento carente del sistema agricolo. Il protocollo contiene infine periodici monitoraggi per la verifica e l’eventuale aggiustamento delle azioni.
Accogliamo questo protocollo come esito positivo di una prima fase di “coordinamento” tra tutte le sensibilità ma anche come inizio di una rinnovata azione sul campo a tutela dei lavoratori ma anche delle aziende sane. Il territorio nel quale operiamo ha visto purtroppo negli ultimi due anni, a seguito delle attività ispettive, azioni giudiziarie ed arresti in sei delle sette provincie della Regione.