CONTROLLO A DISTANZA DEI LAVORATORI: FLASH MOB E MOBILITAZIONI IN TUTTA ITALIA CONTRO IL NUOVO PROVVEDIMENTO

Con due flash mob, a Roma e a Bari, è partita il 23 giugno la campagna itinerante promossa dalla Cgil contro le modifiche all’articolo 4 dello Statuto dei diritti dei Lavoratori sul controllo a distanza previste dal decreto attuativo del Jobs Act.

Nei prossimi giorni, con lo slogan “No accordo no controllo”, si terranno mobilitazioni in molte piazze d’Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione sul Parlamento affinché siano ripristinate le regole di rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori.

Con questo provvedimento, infatti, viene eliminata, nell’ambito del decreto semplificazioni, l’obbligatorietà dell’accordo sindacale relativamente all’utilizzo da parte di un’impresa di sistemi di controllo a distanza dei propri dipendenti. Così computer, cellulari, tablet assegnati ai lavoratori possono trasformarsi in mezzi con cui l’impresa riesce a controllare, oltre all’operato, anche la vita dei propri dipendenti.

La Cgil solleva tale questione come “un problema di dignità e di equilibrio nei confronti dello strapotere aziendale, di maggiori possibilità di ricatto nei confronti delle persone che lavorano, sole e non più tutelate dall’Articolo 4 dello Statuto”. Così, osserva la Cgil, si colpiscono i lavoratori senza, per altro, alcun beneficio economico sull’ altro piatto della bilancia in quanto “questo decreto non aumenta la competitività delle imprese, non aumenta la produttività del lavoro, non facilita gli investimenti, nazionali o esteri, permette però ad alcune imprese di fare la faccia feroce”.

La Segretaria nazionale della Confederazione Serena Sorrentino, parla di “colpo  di mano” perchè “non è mai stato detto che nel decreto “semplificazioni” sarebbe entrata la norma sul controllo a distanza dei lavoratori e d’altro canto – aggiunge – il modo in cui è formulato e la relazione illustrativa pongono un punto di arretramento pesante rispetto all’articolo 4 della legge 300 (statuto dei lavoratori)”.

Oltre a dare battaglia in Parlamento la Cgil intende “verificare con il garante della privacy se ciò è consentibile anche alla luce della raccomandazione del comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che mira a proteggere la privacy dei lavoratori di fronte ai progressi tecnologici che permettono ai datori di lavoro di raccogliere e conservare ogni tipo di informazione. In un qualsiasi tribunale italiano – spiega Sorrentino – si potrà invocare la raccomandazione che prevede limiti ferrei su qualsiasi tipo di controllo operato nei confronti dei dipendenti, sulla raccolta e l’utilizzo di tutti i loro dati personali.

Il nuovo statuto dei lavoratori – conclude – sarà l’occasione nella quale tutelare oltre le previsioni della legge 300 che difenderemo, perché sino ad oggi è stata efficace, anche i risvolti derivanti dalla tutela della privacy rispetto ai cambiamenti tecnologici.”

Scarica QUI il volantino della CGIL in formato stampabile pdf