Cgil Veneto: “ascoltiamo l’allarme di Crisanti”

L’allarme del professor Crisanti sui rischi che sta correndo il Veneto va ascoltato. L’appello alla responsabilità del Sindacato.

Dichiarazione di Christian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto:

Ci sono diversi elementi che destano grande preoccupazione circa la diffusione del Coronavirus nella nostra Regione.
Intanto i numeri: negli ultimi giorni siamo la seconda o la terza realtà per contagi a livello nazionale. In un caso abbiamo raggiunto la prima posizione alla pari con la Lombardia. Poi il moltiplicarsi dei focolai, che si stanno accendendo nei centri di accoglienza per migranti, nei luoghi di lavoro e – cosa più allarmante di tutte, visto quello che è già successo – nelle residenze per anziani.
E ancora l’indice Rt più alto d’Italia. Infine le parole del professor Crisanti, che le indiscrezioni giornalistiche danno addirittura in uscita dal Comitato scientifico regionale.

Anche la situazione nazionale non può lasciarci tranquilli. Nonostante siamo tra i Paesi messo meglio in Europa, il numero dei casi registrati quotidianamente è superiore a quello che gli scienziati auspicavano in questa fase dell’anno.
Se alziamo lo sguardo oltre i confini nazionali, per non parlare di quelli continentali, ci rendiamo immediatamente conto con la pandemia è tutt’altro che sconfitta, anzi proprio oggi ha raggiunto la punta massima e non è escluso che continui ad aumentare.

Allora è davvero il caso di non far cadere nel vuoto il grido di allarme lanciato dall’autore della strategia veneta di contrasto all’epidemia e soprattutto di interrompere l’isolamento che sta subendo da diverso tempo a questa parte.
Non c’è dubbio che i messaggi lanciati ultimamente dalle Istituzioni regionali hanno teso a far passare l’idea che il peggio sia alle nostre spalle, al punto di decidere il via libera (seppur teorico) per attività che non possono prescindere da importanti aggregazioni, pensiamo solo alle sagre e alle discoteche, che invece il Governo nazionale continua a ritenere pericolose.
Stesso discorso vale per i mezzi di trasporto pubblico, con la scelta di farli viaggiare al massimo della capienza e senza distanziamento.
Un grande punto interrogativo va posto sulle modalità di riapertura delle scuole a settembre. In questo caso non sono poche le responsabilità in capo al livello territoriale, cui è demandata la possibilità di individuare nuovi spazi e diverse turnazioni della presenza in aula degli studenti. Fin qui però le scelte concrete latitano, mentre abbandonano solo le polemiche.
Anche sulle case di riposo siamo ben distanti dall’averle messe definitivamente in sicurezza e i casi che si stanno verificando fanno correre un brivido lungo la schiena, vista la strage che vi si è consumata nella fase più acuta dell’epidemia.
A dire di Crisanti, la stessa strategia dei tamponi di massa e della sorveglianza sanitaria sui territori è stata abbandonata e consolarsi scaricando l’impennata dei contagi sulla popolazione straniera è miope, oltre che sbagliato, visto che non sono affatto pochi i cittadini italiani positivi al virus.

Come Cgil del Veneto rivolgiamo un accorato appello alle Istituzioni e alla politica regionale: non buttiamo a mare gli sforzi fatti fin qui, non facciamo a meno delle personalità scientifiche più illuminate e dell’unico modello efficace di contenimento del contagio, non creiamo le condizioni per un ritorno massiccio del virus in autunno, perché le conseguenze sanitarie e quelle economiche sarebbero devastanti”.