CGIL ALLE MANIFESTAZIONI PER RICORDARE LE VITTIME DI MAFIA

La Cgil partecipa a tutte le manifestazioni organizzate in occasione della Giornata della Memoria per ricordare le innumerevoli vittime di mafia. “Vogliamo tutta un’altra Italia, libera dalle mafie, libera dal lavoro sfruttato” recita lo striscione portato alla manifestazione nazionale di Foggia promossa da Libera e Avviso Pubblico per sottolineare la richiesta “al nuovo Parlamento e al nuovo Governo di porre la questione del contrasto alla corruzione e alle mafie al centro della prossima agenda politica”.

“Mafie e corruzione – sostiene il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafra – rappresentano un’emergenza nazionale che impedisce al nostro Paese di costruire una prospettiva di sviluppo economico e produttivo, che mortifica il lavoro offrendo occupazione basata sullo sfruttamento, se non addirittura sullo schiavismo, e sull’evasione fiscale e contributiva, e contribuisce a generare disuguaglianza sociale.
Mina la credibilità delle nostre Istituzioni e della politica, operando un controllo sociale del territorio che determina regressione democratica e soffocamento delle libertà sociali e individuali”.

La passata legislatura ha approvato il Nuovo Codice Antimafia, ora è necessario rendere rapidamente operativi i nuovi strumenti previsti e i decreti attuativi, senza i quali la Riforma rischia di non essere applicata. “È questo – dice Massafra – l’impegno che la politica si deve assumere se vuole ricordare e onorare le vittime innocenti, se vuole dare forza e sostanza ad un impegno corale per riconquistare quel controllo sociale che in tanti territori viene esercitato dall’azione criminale delle mafie”.

Il segretario della Cgil ricorda che vi sono tantissime aziende sequestrate e confiscate, molte sono operative e occupano migliaia di lavoratori. “Troviamo ingiustificabile – dice – che, dopo l’approvazione dei decreti attuativi da parte del Governo, il Ministero degli Interni non abbia ancora emanato il Regolamento per attuare il potenziamento e la riorganizzazione della ANBSC, che con Cisl e Uil chiediamo da mesi”.

“Le mafie si possono studiare, analizzare, raccontare con efficacia, ma è difficile capirle a fondo senza aver conosciuto le loro vittime, senza aver sentito sulla pelle, per contagio emotivo, quegli spari” don Luigi Ciotti, presidente di Libera.